Ance Enna, presidente Burgarello: “Basta con la vergogna dei ribassi al 40 %”

La presidente dell’Ance Enna, Sabrina Burgarello, fa appello alla dignità degli imprenditori per bloccare i ribassi eccessivi.

E’ ora di dire basta alla vergogna dei ribassi indecenti che oggi caratterizzano le aggiudicazioni. Le amministrazioni pubbliche non dovrebbero consentirlo ne ammettere che un’opera sia fatta con una concorrenza al ribasso. La concorrenza deve essere sulla qualità dell’impresa e delle soluzioni che propone, non può essere solo basata sul prezzo, così facendo non si avranno mai opere ben fatte“.

Il grido di allarme giunge in un periodo in cui da più parti si indica nel codice dei contratti la causa della gigantesca crisi che investe il settore degli appalti pubblici, un codice che avrebbe dovuto segnare una cambiamento di rotta in termini di qualità e semplificazione e che invece sta mostrando la grandi falle che contiene.

Matera, direttore Ance Enna: “Il Codice ha caratterizzato questa stagione di difficoltà nell’aggiudicazione delle gare. Le amministrazioni pubbliche o sono preoccupate per l’enorme incertezza che le norme hanno causato o si sono fatte furbe e sfruttano tutte le falle per creare un sistema che punta solo a spendere poco e male. Sembra che non interessi a nessuno la qualità degli interventi. Le nostre proposte al governo vanno nel segno di ripristinare un mercato basato su regole chiare e che puntino ad avere opere realizzate in tempi certi, con prezzi certi ed alla migliore qualità oggi disponibile sul mercato“.

Ma l’Ance non punta il dito solo contro le falle normative e le pubbliche amministrazioni. Sabrina Bulgarello così chiosa:  “Le imprese che fanno ribassi del 35-40% o più sono una vergogna per la categoria, cannibalizzano il mercato, i lavoratori e il nostro diritto a lavorare con regole uguali per tutti. Molte delle opere aggiudicate difficilmente vedranno il loro completamento e queste inefficienze produrranno diffidenza verso l’intero settore che ciclicamente si ritroverà ad essere accusato di tutti i mali del sistema, un sistema creato da pochi e che in pochi alimentano con ribassi vergognosi. A questo punto meglio un sorteggio che questa umiliazione del lavoro e della dignità delle imprese“.

 

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