Ancora polemiche e scontri tra sindacalisti, lavoratori ed il presidente della Srr Armando Glorioso

Il 18 marzo a Nissoria doveva continuare il passaggio del diversi lavoratori ai gestori dei Comuni convocati: Aidone, Assoro, Villarosa, Catenanuova, Cerami, Nicosia, Agira, questi ultimi tre per gli amministrativi e alcuni operativi.

Nella biblioteca comunale, luogo scelto dal presidente Glorioso per questi atti amministrativi, si sono presentati una cinquantina di lavoratori tra quelli ancora non assunti. Insieme ai lavoratori anche i sindacalisti provinciali e, cosa un po’ strana, alcuni sindacalisti palermitani, rappresentanti della Cisl.

I sindacalisti palermitani, presa la parola, nonostante non si trattasse di un incontro sindacale, ma dell’espletamento di atti amministrativi per legge, hanno infiammato gli animi dei lavoratori, che hanno minacciato di interrompere anche con la forza le operazioni di assunzione dei Comuni presenti.

Il sindaco di Nissoria, e presidente della Srr, è stato costretto a chiedere l’intervento del 113 per sostenere i quattro carabinieri presenti, a fronte di un gruppo di oltre cinquanta persone, per placare la rabbia di questi che assumevano toni esasperati, chiedendo l’assunzione immediata.

Il presidente presa la parola ha cercato di spiegare , anche ai nuovi sindacalisti palermitani,  che il percorso di ricollocamento dei lavoratori del bacino ex Ato Enna Euno Spa si sta svolgendo seppur con ritardo secondo il programma. Tutti avranno una ricollocazione e saranno prepensionati  i più anziani. La circostanza che ci siano i posti per tutti, data la lentezza dei Comuni nel predisporre l’adeguamento della loro dotazione  organica al Piano d’Ambito e nel fornire il capitale iniziale per aprire la discarica di Cozzo Vuturo,  creano nei lavoratori preoccupazione e sfiducia.

I lavoratori temono che man mano che i Comuni si slegheranno dal sistema centralizzato e si renderanno autonomi, non si preoccuperanno più degli eventuali ultimi ad essere assunti e per questo hanno chiesto il blocco delle assunzioni. Come in effetti sembrano più distaccati verso il problema occupazionale quei Comuni che da qualche tempo sono passati a una gestione autonoma.

I lavoratori sono preoccupati perché l’assemblea della Srr non ha ancora approvato la tariffa della discarica, su cui i tecnici della Srr stanno lavorando per cercare di ridurla il più possibile, vista la bocciatura e la richiesta di riduzione espressa da alcuni sindaci nell’ultima assemblea.

Il presidente della Srr ha cercato di spiegare che è impossibile sia interrompere le assunzioni nei Comuni, perché questo presupporrebbe un’interruzione di un pubblico servizio, sia assumere tutti i restanti lavoratori in un’unica soluzione, stante la necessità di rispettare la legge nove del 2010 e non ultime le norme sulla copertura finanziaria, poiché non si possono assumere dipendenti se non c’è la copertura finanziaria. Ciò significherebbe creare un nuovo grande buco di bilancio come nella vecchia Ato e delle responsabilità gravi.

Occorre, ha affermato il presidente Glorioso, avere pazienza, anche se la pazienza ormai è comprensibilmente  allo stremo, stante il fatto che parecchi lavoratori non percepiscono né lo stipendio né la disoccupazione.

Di questi disagi, ha continuato il presidente, non può essere chiamata in causa la SRR, solo perché i suoi amministratori sono gli unici che in questo grave momento ci stanno mettendo l’impegno e la faccia. Tutti hanno dato le dimissioni, il cda della Srr sta continuando in condizioni di grande precarietà a realizzare il progetto del Piano d’Ambito e il ricollocamento di tutti i lavoratori. Questi atteggiamenti di esasperazione, seppur comprensibili , non danno serenità . Per il presidente della Srr certi sindacalisti  continuano a buttare fumo negli occhi ai lavoratori, promettendo cose impossibili, mentre i lavoratori giustamente esasperati non sanno più a chi credere. In questo clima il presidente valuterà se restare o no al suo posto.

Ai colleghi sindaci, il presidente della Srr, ha rivolto l’appello di uscire dalla logica del campanile e di assumersi la responsabilità di diventare classe dirigente provinciale, aprendo la mente alla risoluzione di problemi che vanno al di là del confine comunale in assenza di un coordinamento politico e istituzionale che purtroppo appartiene ormai ad un passato remoto.

Alla fine il passaggio è avvenuto solo per i lavoratori di Assoro, quando si era anche profilato uno scontro fisico tra le due fronde fortunatamente evitato dalle forze dell’ordine. I lavoratori di Aidone, anche perché vi erano delle contestazioni sulla graduatoria degli amministrativi, saranno assunti in un altro incontro.

Prendersela con il presidente della Srr, sindaco del penultimo Comune più piccolo della Provincia, l’ultimo degli amministratori della Srr rimasto a tenere il cerino in mano, è diventato uno sport praticato da parte di tutti, tanto che anche qualche autorevole sindaco ha pubblicamente suggerito al presidente Armando Glorioso di dimettersi.

Le dimissioni del presidente della Srr, dopo quelle dei liquidatori Di Mauro e Ginevra e dei commissari regionali, Loria e Di Salvo, potrebbero causare danni immensi, poiché  si bloccherebbe per un tempo indeterminato il progetto di realizzazione del Piano d’Ambito con la conseguenza di mettere a rischio l’occupazione per i restanti lavoratori.

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