Assoconsumatori – Asso-Consum: Gestione rifiuti ovvero cambiare per non cambiare

Passano gli anni, si succedono gli amministratori ma i vizi sono sempre i soliti dell’ATO Enna 1 con una semplice differenza, prima vi era un solo ente a fare debiti ora vi sono diciannove mini ATO che continuano a richiedere somme ai cittadini con un servizio poco efficiente ed efficace e soprattutto poco economico con cifre da capogiro se si raffrontano con le realtà siciliane e soprattutto con le realtà nazionali.

Un dato per tutti comune di Alzate Brianza anno 2016 per 100 mq con due persone residenti € 157. In provincia di Enna pagare queste cifre è un miraggio, basta qualche dato pro-capite: Enna € 200, Nicosia € 155, Troina € 129, Assoro € 104, Villarosa € 187 il tutto perché la politica ha deciso di sacrificare una popolazione provinciale per pagare il 150 % in più di personale con stipendi da dirigenti, basti pensare che un primo livello (contratto federambiente) percepito annualmente dovrebbe essere di € 30.300,00 quando un primo livello (contratto enti locali) ammonta a 19.100,00 €.

In questa logica si riprende il percorso dell’ATO Enna 1 che nel tempo ha accumulato oltre € 200.000.000,00 di debiti che risulta essere il debito più alto in Sicilia tenuto conto fra l’altro che siamo una provincia di appena 170.000 abitanti. Debito che dovrà essere pagato dai cittadini con minori trasferimenti dalla regione. La filosofia messa in campo vedrà un continuo lievitare dei costi senza per altro avere dei vantaggi reali, basti guardare i dati pubblicati dal presidente della SRR, questa già conteggia mancati introiti per 400 mila euro di mancati versamenti delle quote di partecipazione dei comuni, 400 mila euro di pagamenti per il conferimento ed altri 200 mila euro sono le somme che dovrebbero versare i comuni agrigentini che scaricano i loro rifiuti nella discarica di Cozzo Vuturo aperta ad agosto, quindi, in poco meno di due mesi si sono accumulati un milione di mancati introiti e tutto lascia prefigurare che prima della fine del 2018 saremo a quota due milioni con i comuni che non hanno i soldi da versare né per la quota societaria né per il conferimento dei rifiuti, con un dissesto che ormai è dietro l’angolo, ma del resto a pagare non saranno gli amministratori a tutti i livelli della cosa pubblica ma gli ignari cittadini.

Tutta questa mala gestione deve essere punita a scapito di quei ben pensanti che l’hanno determinata, perché si usano, impropriamente, i soldi dei cittadini per fini non giustificati da un servizio, sotto gli occhi di tutti che non è né efficiente né tanto meno efficace, ma serve solo a pagare gli amici degli amici, con una popolazione di pensionati, disoccupati o saltuariamente occupati il cui reddito medio familiare mensile è appena di 1.000 euro.

Pippo Bruno

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