Capizzi, bulli immobilizzano un bambino di dieci anni e gli sputano addosso

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un genitore capitino che ci chiede di divulgare un fatto increscioso sperando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delicato del bullismo.

Domenica 21 ottobre, a Capizzi, nel tardo pomeriggio, dei ragazzini di dieci anni stavano giocando nella piazza del paese quando a loro si sono aggregati dei ragazzi più grandi.

Dopo poco,i ragazzi più grandi hanno iniziato a spintonare violentemente i più piccoli che hanno chiesto di interrompere il gioco. Rendendosi conto che non avevano intenzione di fermarsi, i più piccoli, hanno cercato di scappare e allontanarsi.

Un bambino di dieci anni, che non è riuscito a svincolarsi, è stato immobilizzato con forza da tre ragazzini di età compresa tra i 12 e i 13 anni, che hanno poi costretto un bambino di circa 7 anni a sputargli addosso.

La vittima di questa violenza ha iniziato a piangere e ha cercato di chiedere aiuto. I compagni che intanto erano riusciti a scappare hanno dato l’allarme e la madre è accorsa sul posto.

Quando sono arrivata sul posto ho trovato mio figlio in stato di shock. I compagni mi hanno raccontato quanto accaduto e mi hanno fornito i nomi degli artefici della vessazione a mio figlio.

Un nome mi è subito suonato familiare poiché qualche settimana prima mio figlio mi aveva detto di essere stato bloccato al parco giochi dallo stesso, che in quell’occasione gli aveva impedito di scendere da una giostra e aveva continuato a farla girare al punto da provocargli giramenti di testa e vomito. Così ho capito che era il caso di intervenire e portare a conoscenza di questi spiacevoli episodi le famiglie.

La sera stessa ho scritto un messaggio sul gruppo dei genitori della scuola e un’insegnante mi ha gentilmente informata del fatto che potevo presentare una richiesta alla direzione e chiedere un’assemblea dei genitori per discutere su quanto accaduto e su eventuali comportamenti da adottare per contrastare il fenomeno del bullismo.

Da regolamento di istituto la richiesta sarebbe dovuta pervenire da un quinto dei genitori degli alunni frequentanti il plesso, così ho avviato la raccolta firme per poterla presentare.

I genitori firmatari sono stati solo 34, rispettivamente delle classi prime e terze. Per le classi seconde hanno firmato solo due genitori, forse a causa del fatto che i ragazzi artefici della violenza appartenevano alle stesse.

Nel mio messaggio sul gruppo non avevo reso pubblici i nomi dei minori coinvolti, ma mi ero limitata a dire che frequentavano la seconda media, condannando il gesto e non i ragazzi.

Mi aspettavo una presa di posizione da parte dei genitori per aiutare i nostri figli da ambo le parti: bulli e vittime, ma ho riscontrato omertà, ignoranza e indifferenza.

La cosa che mi ha ferita maggiormente è stato proprio il fatto che i genitori così facendo hanno giustificato l’accaduto, che a mio avviso è increscioso.

Da mamma mi sarei aspettata un comportamento maturo e civile da parte dei genitori dei ragazzi coinvolti. A quasi una settimana da quanto accaduto a mio figlio, non sono pervenute delle scuse, né i genitori hanno mostrato la volontà di prendere una posizione per prevenire l’insorgere di episodi simili.

Al contrario altri genitori delle classi prime e terze, mi hanno contattata per informarsi sullo stato di salute di mio figlio e altri ancora per raccontarmi di episodi analoghi accaduti ai loro figli.

Mio figlio ha paura ad andare a scuola e anche di uscire a giocare con gli amici nella piazza del paese. Teme di incontrare nuovamente questi ragazzi e di venire picchiato per aver raccontato l’episodio a casa.

Davanti alla totale indifferenza delle famiglie dei ragazzi coinvolti e al rifiuto delle stesse di discutere su quanto accaduto e su eventuali comportamenti da adottare per aiutare i ragazzi, ho deciso di sporgere denuncia e chiamare in causa i genitori dei minori.

Di recente a Capizzi si sono anche verificati atti vandalici contro il patrimonio pubblico, sicuramente ad opera di ragazzini. Credo che il problema potrebbe prendere una piaga ancora più grave se non affrontato per tempo e invito pertanto le istituzioni a prendere provvedimenti ”.

 

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