Carenza di organico nei Vigili del Fuoco, senatore Trentacoste (M5S): “Da troppi anni la categoria è vittima di riforme attese e desiderate, ma mai realizzate” – VIDEO

 

Ieri pomeriggio, al termine della seduta d’Aula a Palazzo Madama, il senatore del Movimento 5 Stelle Fabrizio Trentacoste ha denunciato la carenza di organico cronica nei Vigili del Fuoco, e non solo. “Numerose le problematiche che riguardano il Corpo dei Vigili – afferma il senatore 5 Stelle – dall’età media elevata che causa un problema di sicurezza sul lavoro e che potrebbe pregiudicare l’efficienza dei soccorsi, alla carenza di mezzi che penalizza l’operatività, fino all’utilizzo inadeguato dei precari”.

Trentacoste si rivolge ai colleghi senatori e chiede di fare tesoro delle emergenze vissute negli ultimi anni: “terremoti, alluvioni, crolli, – dice – che hanno visto il trasferimento momentaneo dei Vigili del Fuoco, da una regione all’altra. Tali esperienze confermano la necessità di adeguare il Corpo alle esigenze del Paese, anche attraverso le assunzioni di quei precari che operano da anni in attesa di essere stabilizzati, come tutti coloro che per età non adatta a ricoprire un ruolo operativo, potrebbero essere impiegati per colmare le carenze di personale logistico-organizzativo”.

“Una delle mancate riforme da parte dei Governi precedenti, che reputo immorale nei confronti di chi giornalmente rischia la propria vita per salvare quella altrui, – continua il senatore – è la mancata equiparazione dei ruoli, delle qualifiche e delle retribuzioni a quelle delle Forze di Polizia. Non è pensabile che, pur appartenendo allo stesso Ministero dell’Interno, dal 1981 i Vigili del Fuoco percepiscano trattamenti retributivi notevolmente inferiori alle altre Forze dell’Ordine. Ciò avviene anche da un punto di vista previdenziale: l’appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, infatti, ogni 5 anni di servizio matura un anno aggiuntivo ai fini pensionistici, ma tale misura di compensazione previdenziale non è estesa anche ai Vigili del Fuoco che, dal 1976, restano l’unico Corpo dello Stato a non avere tale riconoscimento. Altra inspiegabile disparità è quella inerente gli scatti di anzianità ai fini pensionistici e della liquidazione dell’indennità di buonuscita”.

“Appare, quindi, evidente – conclude Trentacoste – come sia necessario avviare un riordino delle carriere, a partire dalla equiordinazione del personale dei Vigili del Fuoco in uniforme con gli appartenenti alle Forze di Polizia aventi pari qualifiche e, considerando che su tali aspetti sono stati presi degli impegni col Contratto di Governo. Auspico che si dia un segnale di discontinuità rispetto al passato e si possa procedere ad inquadrare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco all’interno del “comparto sicurezza”, riconoscendo tale lavoro come usurante”. Il parlamentare ha, quindi, invitato il Governo a “porre in essere tutti gli interventi necessari affinché gli appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco vedano riconosciuti i loro diritti e meriti, e possano svolgere efficientemente il loro inestimabile lavoro, fieri di essere dipendenti dello Stato”.

 

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