Centuripe, in migliaia sfilano contro il progetto di discarica

Sono stati oltre 1500 i manifestanti che a Centuripe domenica 18 novembre,   prima hanno sfilato nei luoghi ad oggi incontaminati dove dovrebbe sorgere la contestata discarica e poi, nel pomeriggio, si sono concentrati per le strade del centro storico.

La piattaforma per la gestione dei rifiuti, in pieno territorio centuripino e ad appena tre chilometri da Catenanuova. Il progetto dell’impianto, presentato dalla Oikos al Comune di Centuripe ed alla Soprintendenza di Enna, si svilupperebbe su una superficie di quasi duecento ettari.

Hanno preso parte alla manifestazione, organizzata dal comitato Centuripe #Restiamopuliti,  i parlamentari pentastellati Elena Pagana, Fabrizio Trentacoste e Andrea Giarrizzo, la forzista Urania Papatheu.

Assente il sindaco di Centuripe Elio Galvagno, si è fatto vivo solo con un lungo post su Facebook  “Intervengo alla vigilia della manifestazione che si svolgerà oggi nella nostra comunità e che considero, come tutte le occasioni di partecipazione e di confronto, il sale di una democrazia inclusiva e non esclusiva. E quindi rivolgo il mio benvenuto a tutti i manifestanti, anche non centuripini, che oggi saranno qui per dire ‘No discarica’. Uno slogan che è diventato un mantra e che si è moltiplicato in queste settimane rimbalzando sui social, sulla stampa, tra le persone”.

Il primo cittadino di Centuripe ha sottolineato ancora una volta di essere pronto a dire no davanti a un progetto di discarica: “Siccome appartengo a quella generazione politica che è abituata a praticare le cose che dice e non a trasformarle in slogan, dopo avere a lungo meditato, non sarò in piazza oggi”. Ed annuncia un referendum cittadino“che consentirà ai centuripini di dire la loro, senza le facili e tristi strumentalizzazioni cui sto assistendo in queste settimane”. Dichiarazioni che hanno attirato molti commenti critici.

Migliaia i manifestanti, provenienti anche da altre province oltre che dai comuni limitrofi , con una semplice richiesta: tutelare il territorio. I cittadini auspicano un rilancio turistico ed economico che parta dalla valorizzazione dei beni archeologici che si trovano nell’area interessata dal progetto, ma su cui finora la Soprintendenza non ha mai stato apposto un vincolo.

 

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