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Enna, arrestato dalla Polizia di Stato un boss catanese nell’ambito dell’operazione “Capolinea” – VIDEO

Nella mattinata del 22 maggio, la Polizia di Stato, a conclusione di un’https://youtu.be/9mTiN5NihrAarticolata e complessa attività investigativa, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, ha eseguito l’arresto di un noto boss catanese, in esecuzione di un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, a carico del 58 enne catanese Filippo Scalogna, esponente del clan “Santapaola-Ercolano”, per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, in concorso con altri, già arrestati nell’ambito dell’Operazione “Capolinea”, effettuata dalla Squadra Mobile di Enna il marzo scorso.

I lavori sulla fibra ottica, portati avanti da un imprenditore ennese nelle province di Catania e Siracusa, avevano attirato l’attenzione di “Cosa Nostra” e, in particolare, della consorteria mafiosa catanese, al cui vertice era posto il boss catanese Scalogna, deciso a mettere le mani su affari tanto redditizi il quale, nella circostanza, si avvaleva del noto esponente della famiglia mafiosa “Cosa Nostra” di Enna, Salvatore La Delia. Infatti, l’attività di indagine permetteva di far luce sulla esistenza di collegamenti tra la formazione criminale “Cosa Nostra” della famiglia di Enna e le organizzazioni mafiose riconducibili ai clan “Cappello-Bonaccorsi” e “Santapaola-Ercolano” attive  nel catanese e nei paesi etnei.  Tale attività d’indagine culminava il 9 marzo scorso con l’operazione “Capolinea” con la quale gli uomini della Squadra Mobile di Enna procedevano all’arresto di sei soggetti, ritenuti a vario titolo responsabili di estorsione nei confronti di un imprenditore ennese.

Un uomo, però, al vertice di questo folto gruppo criminale, rimaneva il principale “burattinaio” e quest’uomo era proprio il boss catanese Scalogna. Infatti, in seguito all’ordinanza di custodia cautelare eseguita in data 9 marzo 2018 nell’ambito della predetta operazione ed  i successivi accertamenti della Squadra Mobile di Enna, è stato possibile identificare un ulteriore soggetto, Filippo Scalogna, che promuoveva proprio l’attività estorsiva sui lavori di posa della fibra ottica.

In particolare, quando l’imprenditore ennese, sempre più “strozzato” dalle spese, fra i lavori e le precedenti estorsioni, risultava inadempiente al pagamento del “pizzo”, veniva pressato dagli uomini d’onore facenti capo a Scalogna, come monito per la vittima affinché capisse di non poter rimandare i pagamenti, perché di fronte al boss catanese non avrebbe potuto più tergiversare con ulteriori ritardi. Poiché l’imprenditore tardava ancora a corrispondere la tangente, gli indagati prospettavano imminenti azioni violente nei confronti dello stesso. L’estorsione ai danni dell’imprenditore proseguiva e veniva bloccata soltanto grazie all’arresto degli indagati del marzo scorso.

Lo Scalogna si trovava già in carcere in quanto colpito da un ordine di carcerazione definitivo nel marzo scorso, essendo stato condannato ancora una volta per associazione mafiosa. Nella mattina del 22 maggio, gli uomini della Sezione Criminalità Organizzata e Straniera della Squadra Mobile di Enna, con la collaborazione degli uomini della Squadra Mobile di Frosinone, hanno eseguito l’ulteriore provvedimento di custodia cautelare in carcere.

 

 

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