Enna, nella Chiesa delle Anime Sante svelato l’altare maggiore restaurato

Nella Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, subito dopo la solenne cerimonia religiosa, con messa concelebrata dal vescovo della Diocesi, monsignor Rosario Gisana, è stato svelato il prezioso Altare Maggiore, dopo il restauro eseguito nei mesi scorsi. A voler recuperare fortissimamente la preziosa opera – realizzata nel 1847 dall’artista Salvatore Accardi, pittore e doratore, e da Giovanni Rimmaudo, scultore, – l’Associazione di Quartiere San Tommaso, presieduta da Anna Dongarrà, in collaborazione con l’Arciconfraternita delle Anime Sante con   Ferdinando Scillia, rettore. “Questo intervento restaurativo – ha detto la Dongarrà – è per noi un primo passo d’altri in programma, eseguito grazie all’impegno di persone che credono e condividono i nostri obiettivi per la valorizzazione di beni artistici a noi vicini, da tempo trascurati. Dopo una ricognizione nelle chiese del quartiere riguardanti il patrimonio delle opere d’arte in esse custodite, che necessitano di restauri, ne sono state individuate tre: la Statua Lignea di Santa Lucia del ‘500, conservata in Parrocchia; la statua di San Giovanni Bosco giacente nella chiesa di Santa Teresa e il prezioso Altare Maggiore della chiesa delle Anime Sante, oggetto di questo primo restauro”.

Ad illustrare l’opera in tutte le fasi d’intervento è stata Roberta Campo, esperta restauratrice, incaricata dal Comitato. “Nel complesso – ha spiegato la Campo – l’opera presentava un discreto stato di conservazione. In alcuni punti le lastre risultavano danneggiate o assenti; nella parte superiore e nelle superfici orizzontali erano presenti depositi di cera di notevole spessore, del tutto eliminati; le dorature risultavano coperte da porporina che nascondeva la brillantezza delle foglie d’oro originali sottostanti, riportate all’antico splendore.  Dopo la spolveratura e pulitura delle lastre vitree e delle cornici dorate, sono state messe in sicurezza le lastre a rischio caduta. Infine, dopo la stuccatura, è stata eseguita l’integrazione pittorica con finalità di ricostruzione del tessuto cromatico”. Tutte le fasi restaurative sono state seguite dagli astanti attraverso diapositive proiettate su schermo.

I lavori di restauro hanno avuto il placet della Curia Vescovile e il nulla-osta della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Enna. “Abbiamo avuto il finanziamento – ha detto inoltre la Dongarrà – dalla Fondazione Sicilia che si pone come scopo prioritario quello di favorire la crescita sociale e culturale della Sicilia nonché la conservazione e valorizzazione dei beni artistici dell’Isola”.

Significativi interventi si sono avuti da Alessandra Di Bartolo, in rappresentanza del presidente di Fondazione Sicilia; da Giovanni Contino, assessore all’ambiente e riqualificazione del patrimonio storico-monumentale di Enna; da Fabio Montesano, presidente dell’Ordine dei Commercialisti, che ha fatto da trait d’union con la Fondazione Sicilia e da don Giuseppe Rugolo, neo parroco di San Cataldo e cappellano della chiesa delle Anime Sante oltre che assistente spirituale dell’Arciconfraternita.

 Infine il Rettore Ferdinando Scillia nei saluti finali ha rivolto parole di ringraziamento nei confronti del Vescovo, S.E. Mons. Rosario Gisana,  per la sua  presenza e paterna attenzione nei confronti dei Confrati dell’Arciconfraternita, che appena tre anni fa hanno festeggiato 400 anni dalla fondazione; ad Anna Dongarrà, presidente della Comitato di quartiere, per avere avuto la ferrea volontà di provvedere al restauro dell’Altare Maggiore della Chiesa ed infine a Roberta Campo per aver fatto “rivivere” un bene pregevole, riportandolo agli antichi splendori.

A luci spente la Dongarrà ha esternato la sua soddisfazione per ciò che il Comitato sta realizzando. “Il nostro obbiettivo – ha affermato – è quello di migliorare il ‘Quartiere San Tommaso’ e renderlo più accogliente, com’era tanti anni fa. I cittadini e i turisti – ha concluso – che si accingono a visitare le Chiese del quartiere, le devono trovare aperte, curate e accoglienti e con le loro opere artistiche (quadri, statue, altari, ecc.) in ottimo stato di conservazione”.

Salvatore Presti

 

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