Enna, sabato 24 novembre riapre al culto la Chiesa di San Cataldo dopo i lavori di restyling

Sabato 24 Novembre sarà solennemente riaperta la Chiesa di San Cataldo dopo i lavori di restyling. Lo ha annunciato il parroco, don Giuseppe Rugolo, al termine della messa di mezzogiorno di domenica scorsa. Ecco il programma: ore 18:30 fiaccolata dalla chiesa di San Marco verso la chiesa parrocchiale e alle ore 19:00 Celebrazione Eucaristica presieduta da S. Ecc. mons. Rosario Gisana, vescovo della diocesi. “Sono ben visibili – ha detto padre Rugolo – le opere fino ad ora realizzate, ma non ci fermeremo, ce ne sono altre da completare. Sarà con noi anche il sac. don Vincenzo Di Simone, il non dimenticato ex parroco”.

La chiesa – a dire dei parrocchiani – sembra essere ritornata a nuova vita. Il primo intervento è stato la sistemazione e la pulitura dei gradini della monumentale scalinata…primario obiettivo del nuovo parroco e dei suoi collaboratori. Lavori manutentivi sono stati eseguiti nella sacrestia e locali annessi che hanno consentito la riapertura, in tempi record, del museo che custodisce tante opere d’arte di inestimabile valore (quadreria, argenteria, paramenti sacri, ecc). Chiusa la chiesa per qualche settimana, sono state ridipinte le pareti con le paraste, le lesene, le cornici e le nicchie, riportate allo splendore di un tempo. E’tornato visitabile anche il sacro Fonte Battesimale in alabastro del XVI secolo, attribuito a Domenico Gagini, posto in un piccolo vano in fondo alla chiesa, a sinistra per chi entra. Notevoli attenzioni sono state riservate ai resti dell’antica chiesa medievale, venuti alla luce a seguito degli scavi effettuati a cura della Soprintendenza negli anni ’80, visibili attraverso le già esistenti “finestre” (ora illuminate) in vetro temperato aperte nel pavimento in legno, riportato a nuovo e rilucidato. Anche la nuova illuminazione interna adesso valorizza ancor di più tutto il complesso monumentale, con le preziose opere d’arte ivi esistenti.

Le prime notizie certe sulla chiesa di San Cataldo risalgono agli anni 1308-1310 quando secondo gli Archivi Vaticani era tenuta a pagare 20 tarì di decima alla Chiesa di Roma. L’elevata somma testimonia la ricchezza di cui godeva già allora la chiesa che le permise, nel corso dei secoli, di dotarsi di preziose opere d’arte e anche, a metà Settecento, di realizzare una radicale trasformazione architettonica. La nuova chiesa venne aperta al culto nel 1763 e l’anno seguente si realizzò la grande scala maggiore, poi rifatta in pietra di Calascibetta nel 1850. Agli inizi del secolo XVI, grazie anche all’elevazione a parrocchia e ai dettami del Concilio di Trento, la chiesa ebbe un ulteriore impulso all’abbellimento. In quel tempo San Cataldo con i suoi Parroci quasi gareggiava in sfarzo con la Chiesa Madre, suscitando l’invidia dei suoi Rettori.

Nel secondo dopoguerra, nei primi anni ’50 del Novecento, la Chiesa corse il rischio di essere demolita, votata com’era ad esigenze di viabilità. “Stava per essere sacrificata, vittima di una politica urbanistica miope ed iconoclasta, con un drastico intervento, per fortuna scongiurato, che avrebbe non solo demolito una testimonianza d’arte ma pure sconsideratamente cancellato gloriosi brani di storia cittadina”. Così scrive lo storico dell’arte Rocco Lombardo nella monografia dal titolo “La Chiesa di San Cataldo a Enna”, edizione Il Lunario, 1994, Tip. Lussografica (CL).

Salvatore Presti

 

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