Grande partecipazione per “La Casazza di Nicosia”, struggente ed emozionante – FOTO & VIDEO

La tanto attesa terza edizione della Casazza di Nicosia ha preso il via il 20 aprile, presso l’orto dei Frati Cappuccini si è tenuta la sacra rappresentazione itinerante, un’antica tradizione ripresa dopo oltre 150 anni e che ha coinvolto l’intera città.

Il tempo, nonostante le preoccupazioni della vigilia, ha retto bene e le quattro rappresentazioni alle 16, 18, 20 e 22 si sono svolte senza problemi.

L’evento si è aperto con l’inaugurazione, sono intervenuti il sindaco di Nicosia Luigi Bonelli, il vescovo della Diocesi di Nicosia, monsignor Salvatore Muratore, che ha benedetto l’intera manifestazione e Giovanni D’Urso, il presidente del coordinamento associativo della Casazza, colui che ha fortemente voluto questo evento, riscoprendolo e rivalutandolo.

Quest’anno le scenografie costruite nell’orto dei Frati Cappuccini sono veramente imponenti e ben realizzate, il luogo si presta perfettamente per questo tipo di rappresentazione e le comode tribune montate attorno alla scena della rappresentazione, permettono di assistere e di godersi in pieno questo spettacolo religioso.

Quest’anno sono state rappresentate due macro scene, la prima parte con “La Flagellazione di Cristo” e prosegue con “L’Ecce Homo e condanna di Pilato”, ottima la recitazione di attori e comparse in particolar modo dei “Due Cristi”, che nella migliore tradizione nicosiana, si sono alternati nella recitazione. Cristo dopo la pesante flagellazione, viene portato al cospetto di Pilato, il prefetto romano della Giudea tenta in tutti i modi di salvarlo, ma gran parte della popolazione ebraica sobillata dal clero chiede la condanna a morte del Cristo. Pilato parla con Gesù, sembra volerlo salvare, ma alla fine con il gesto simbolico di lavarsi le mani, scrive la sua condanna a morte. Gesù viene legato ad un pezzo della croce e portato sul Golgota. Si chiude con il corteo insieme ai due ladroni, Gesma e Disma, la prima delle due macro scene.

Nella seconda macro scena “La crocifissione, morte e deposizione di Gesù Cristo”, il corteo arriva sul Golgota, i tre condannati vengono inchiodati ed issati sulle croci, Cristo al centro ed i due ladri a destra e sinistra. Assistiamo alla conversione di Disma, il buon ladrone e ad una serie di colloqui con i romani, i farisei, le pie donne affrante con la madre Maria, accompagnata dal discepolo Giovanni. Al Cristo in Croce viene offerto da bere un spugna intrisa d’aceto con una canna. Poi avviene la morte, accompagnata dalla disperazione della madre e delle donne che le sono state a fianco. Per accelerare la morte ai due ladroni vengono spezzate le gambe, mentre Longino con una lancia trapassa il costato di Gesù per accertarsi della sua morte. Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, membri del Sinedrio, chiedono che il Cristo morto sia deposto dalla croce prima del sabato. Avviene così la struggente deposizione ed il corpo di Gesù morto viene posto sulle gambe della madre Maria, che lo piange disperatamente insieme alle donne ed all’apostolo Giovanni.  La scena si conclude con la speranza del Cristo Risorto, che appare improvvisamente alle spalle della scena principale.

Scene struggenti ed emozionati che hanno colpito tutti coloro che hanno assistito in silenzio alla rappresentazione sacra di questa terza edizione della Casazza di Nicosia. Circa 400 tra attori, comparse e maestranze coinvolte, costumi, luci, audio e scenografie di alto livello, degne di una grande produzione

Tutte le rappresentazioni hanno avuto un gran numero di partecipanti, a quanto riferiscono dall’organizzazione si registrano per i tre giorni, 20, 21 e 22 aprile, oltre 3000 presenze, di cui il 30 % provenienti da fuori Nicosia, le strutture ricettive presenti in città sono piene e non accettano più turisti.

Anche quest’anno per la Casazza di Nicosia, le associazioni, gli attori della compagnie teatrali, i costumisti e le maestranze che hanno lavorato instancabilmente hanno dato il massimo e lo si vede con il risultato che è stato raggiunto, che rende questo evento tra i più belli tra le rappresentazioni sacre in Sicilia.

 

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