“Il profumo dell’alloro”: non solo storia e tradizione, ma tanta commozione

Si è svolto il 2 gennaio scorso nel tempio del Santo Patrono della città, l’Opera Musicale “Il Profumo dell’Alloro”. Dopo oltre 7 anni dalla prima esecuzione assoluta è tornato in scena nella sua vera casa, la chiesa di San Silvestro. Freddo e bufera non sono bastati a dissuadere fedeli e curiosi. Nessuna scenografia, nessuna coreografia. Solo un mistico gioco di luci e la magia della musica hanno accolto il pubblico che ha seguito in un silenzio commosso l’intera vicenda del giovane Silvestro che sceglie la sua strada: da impavido e capriccioso ragazzino a saggio uomo di Dio, capace di scegliere il bene di tutti attraverso il sacrificio di se stesso. La nuova versione dell’Opera, rielaborata negli arrangiamenti e nei contenuti, ha emozionato gli amanti dell’arte, della musica, ma soprattutto ha fatto incetta nel cuore dei devoti al Santo, gli stessi che vivono ogni giorno con il suo pensiero nel cuore e con i ricordi di quel viaggio ai boschi che non smette mai di emozionare. Tante le novità, l’organico strumentale e corale ridotto e mai invasivo, nuovi testi di collegamento che preludevano ogni quadro musicale preparando l’orecchio dell’ascoltatore. Un crescendo di emozioni man mano sempre più intenso, culminato alla fine con l’ingresso del tamburo nella classica sonata “a troinisa” sul cui ritmo è stato cucito il brano conclusivo.

I presenti, ma soprattutto chi ha ascoltato con attenzione, non ha potuto fare a meno compiere un salto nel passato e di ritornare, grazie ai suoni, ai tempi di Silvestro, al ritrovamento delle sue spoglie mortali, alla narrazione della sua adolescenza e delle prime prodezze, alla sua scelta di entrare in monastero e ai miracoli compiuti. Una sorta di viaggio senza sosta che ha condotto l’uditorio sui passi del Santo, quelli da lui compiuti e quelli che ogni anno compiono in suo onore i fedeli Ramara e Ddarara.

“Non ci aspettavamo un ritorno così intenso da parte del pubblico” affermano i protagonisti della serata, “molti ci dicono di aver provato emozioni forti e di aver pianto e nelle ore successive abbiamo ricevuto così tanto bene dalle parole di chi era presente che abbiamo pensato che, come al solito, la strada più giusta è quella dalla musica e del cuore”.

“Il Profumo dell’Alloro è un esempio tangibile di cultura interattiva” afferma Luigi Casabona, “soddisfa chi la fa e appaga chi la riceve e se ne nutre. Oggi più che mai sentiamo il bisogno di essere coinvolti dalle cose a cui rivolgiamo la nostra attenzione. Con San Silvestro è stato facile, Troina lo adora, ma è importante riproporre questa esperienza anche con tematiche e soggetti più complessi. Chissà se non sia forse il caso di scommettersi con altro”.

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