La festa di San Sebastiano a Nicosia, patrono della polizia municipale – VIDEO

Il 19 gennaio si è festeggiato a Nicosia San Sebastiano, anche se la festa liturgica viene celebrata il 20 gennaio. Il simulacro del martire è custodito all’interno dell’omonima chiesetta situata nel quartiere di Santa Maria Maggiore ed è sede della confraternita dell’Assunta.

La statua di San Sebastiano è portata dai confrati a spalla in processione nella vicina Basilica di Santa Maria Maggiore, accolta da un festoso scampanio.

All’interno della Basilica è stata celebrata la santa messa dal parroco Gaetano Giuffrida, alla presenza del sindaco, dell’amministrazione comunale ed il corpo al completo della polizia municipale, con gli agenti ed il comandante Maria Grazia Leanza.

San Sebastiano era un militare romano, martirizzato per la sua fede cristiana ed è il patrono della polizia municipale. Il santo visse quando l’impero romano era guidato da Diocleziano. Divenuto alto ufficiale dell’esercito imperiale, fece presto carriera e fu il comandante della prestigiosa prima coorte pretoria, di stanza a Roma per la difesa dell’Imperatore. In questo contesto, forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte, approfittando della propria carica imperiale. Quando Diocleziano scoprì che Sebastiano era cristiano fu condannato a morte. Legato ad un palo in un sito del colle Palatino, fu denudato e trafitto da tante frecce in ogni parte del corpo. I soldati, nel vederlo morente e perforato dai dardi, lo credettero morto e lo abbandonarono sul luogo; ma non lo era e Santa Irene, che andò a recuperarne il corpo per dargli sepoltura, si accorse che il soldato era ancora vivo, per cui lo trasportò nella sua dimora sul Palatino e prese a curarlo dalle molte ferite. Sebastiano, prodigiosamente sanato, nonostante i suoi amici gli consigliassero di abbandonare la città, decise di proclamare la sua fede al cospetto dell’imperatore che gli aveva inflitto il supplizio. Il santo raggiunse coraggiosamente Diocleziano e lo rimproverò per le persecuzioni contro i cristiani. Sorpreso dalla visita del suo soldato ancora vivo, Diocleziano diede freddamente ordine che Sebastiano fosse flagellato a morte, castigo che fu eseguito nel 304 nell’ippodromo del Palatino, per poi gettarne il corpo nella Cloaca Maxima.

Dopo la celebrazione della messa, il santo è riaccompagnato, con le musiche della banda musicale San Felice e dai confratelli dell’Assunta, nuovamente nella sua chiesa. Hanno preso parte alle celebrazioni oltre alla confraternita dell’Assunta, anche quelle della Misericordia, Sciabica e Santi Simone e Giuda, che si sono esibite con la classica “strgada du palio”. Il tutto si è concluso con un momento di fraternità con la degustazione di biscotti e vino.

 

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