Leonforte, intervento del consigliere Vanadia in merito alla realizzazione e all’esercizio di un nuovo impianto di energia rinnovabile

Arriva puntuale, in seno all’ultimo Consiglio comunale, l’intervento dell’avvocato Vanadia in merito alla realizzazione e all’esercizio di un nuovo impianto di energia rinnovabile presso la c.da piana del comune agro di Assoro proprio nel giorno della rinuncia definitiva del progetto da parte della società Agatos Etnea srl.

A seguire, le parole del consigliere: “Siamo venuti a conoscenza della realizzazione di un nuovo impianto di produzione integrata di biometano solo grazie all’iniziativa di taluni soggetti proprietari di terreni agricoli posti a confine con l’area ove era prevista la realizzazione della struttura industriale in progetto.

Mi riferisco in particolare alla nota del 24.10.2017 inviata dal Dott. Angelo Calì, e alla nota del Presidente del Consorzio di Tutela della Pesca Igp di Leonforte del 27.10.2017, attraverso le quali si faceva appello alle autorità competenti, di porre la dovuta attenzione al progetto dell’impianto affinchè venisse scongiurata la realizzazione di un sito che avrebbe potuto apportare solo danni al territorio alterandone l’equilibrio ambientale.

Da quel momento è stato rotto il silenzio vergognoso che era durato per mesi, un lasso di tempo in cui siamo stati tenuti all’oscuro di tutto[…]

Neanche il nostro Sindaco, rimasto politicamente del tutto isolato, è stato informato di ciò che si stava progettando nelle nostre campagne tant’è che il comunicato stampa nel quale parlava della realizzazione di un impianto di biogas, alimentato a biomassa, nel territorio di Assoro, a stretto confine con Leonforte è stato pubblicato a fine ottobre, oltre due mesi dall’inizio dell’iter regionale e grazie alla segnalazione dei proprietari dei terreni interessati.

Da Assoro, non è mai pervenuta alcuna notizia del progetto il cui iter regionale era stato avviato addirittura il 07 Agosto scorso e, a quanto pare, aveva già ottenuto alcuni pareri favorevoli.

Rimane il mistero di come sia stato possibile non avere nessuna notizia per mesi sul fatto che nel nostro territorio, tra Assoro e Leonforte, una ditta privata stava progettando la realizzazione di una mega struttura e ad Agira addirittura una discarica di rifiuti speciali[…]

La collaborazione tra privati cittadini ha invece consentito di rompere con determinazione il silenzio e di affrontare il problema dapprima con informali riunioni a cui ho partecipato, dopo in modo ufficiale attraverso il Consiglio Comunale di Assoro i cui componenti ringrazio personalmente per avere manifestato all’unanimità, con la determinazione nr. 64 del 10.11.2017, la propria contrarietà alla realizzazione del progetto.

Si è iniziato a lavorare in pochi giorni per contrastare in tutti i modi e in tutte le sedi opportune la realizzazione di quello che sarebbe stato un vero e proprio mostro in mezzo alle nostre campagne.

Un impianto che avrebbe potuto produrre una serie di danni ambientali rilevanti dovuti sostanzialmente alla costante emissione di polveri ultrasottili contenute nei fumi derivanti dai processi di combustione tanto che ormai tutti gli organismi più accreditati chiedono da tempo agli organi politici di valutare molto attentamente l’opportunità di continuare a incentivare la produzione di elettricità con la combustione diretta di biomasse.

Quello che era stato presentato come un impianto di produzione di biometano attraverso l’esclusiva lavorazione dell’organico si era invece rivelato un impianto di grosse dimensioni che non avrebbe lavorato esclusivamente l’organico ma anche altri rifiuti.

Dalla relazione del Responsabile del III Settore del Comune di Assoro, emergeva chiaramente che per ottenere la produzione di biometano si dovevano trattare quantitativi di rifiuti stimati nel progetto in complessive 500.000 ton/anno, di cui: rifiuto urbano non selezionato pari a 400.000 t/anno e FORSU pari a 100.000 t/anno.

Il rapporto tra i due quantitativi di frazioni organiche e di rifiuti differenti dai precedenti era addirittura a vantaggio della seconda categoria; cosa che risultava quantomeno singolare se si pensa che l’impianto era votato al trattamento di rifiuti organici e biomasse in genere.

Sempre dalla relazione emerge che l’impianto, oltre al biometano avrebbe prodotto organico contenuto in indifferenziato per 112.000 t/annui[…]

Scongiurato, almeno per il momento, il pericolo della costruzione di una mega struttura, occorre in ogni caso vigilare attentamente sul nostro territorio al fine di evitare futuri progetti simili[…]

Non si possono autorizzare simili costruzioni in un territorio, come il nostro, vocato ad agricoltura biologica, allevamenti e insediamenti produttivi che vanta tra le sue eccellenze la pesca di Leonforte IGP, la fava, la lenticchia nera, gli agrumi, l’olio, i cereali, ecc.

Le Linee Guida per lo svolgimento del procedimento di autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, disciplinato dal DM 10.09.2010, fissano i criteri per le Regioni con i quali individuare norme per il corretto inserimento degli impianti nel paesaggio, delimitare le aree non idonee per specifiche tipologie di impianti e definire di misure compensative.

Nella parte IV del documento sono delineati i criteri generali per il corretto inserimento degli impianti a fonti rinnovabili nel territorio e nel paesaggio.

Nell’autorizzare progetti localizzati in zone agricole caratterizzate da produzioni agro-alimentari di qualità (produzioni biologiche, produzioni D.O.P., I.G.P., produzioni tradizionali ecc..) e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale, deve essere verificato che l’insediamento e l’esercizio dell’impianto non comprometta o interferisca negativamente con le finalità perseguite dalle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale.

Alcune Regioni hanno recepito le linee guida adottando appositi provvedimenti al fine di tutelare le zone agricole vocate a produzioni biologiche, produzioni D.O.P. e I.G.P.

La Sicilia, ad oggi, in materia, ha una normativa lacunosa nonostante in gran parte del territorio vi siano zone agricole caratterizzate da produzioni alimentari di qualità.

Ecco perché occorrerebbe regolamentare meglio la materia a livello nazionale e regionale.

Sotto il profilo strettamente locale, propongo la predisposizione di un Regolamento Comunale a Leonforte per l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, per l’installazione di impianti a biomassa o biogas e similari, individuando ambiti di applicazione, materiali utilizzabili, misure di salvaguardia del territorio, requisiti, individuazione delle aree non idonee, controlli, provvedimenti per il mantenimento della qualità dell’aria e per la tutela del distretto agro-alimentare, distanze dagli impianti, eventuali sanzioni, ecc.

Colgo l’occasione attraverso l’odierna seduta per esprimere massima solidarietà ai cittadini di Agira, comune in cui la problematica rimane drammaticamente attuale a seguito dell’approvazione da parte dell’Assessorato regionale al territorio ed ambiente del Decreto n. 403/GAB del 25.10.2017 che autorizza il progetto relativo alla costruzione di una discarica per rifiuti speciali auspicando la massima collaborazione e l’unione tra tutti i Sindaci e gli amministratori dei territori limitrofi.

E’ giunto il momento di togliere il velo del silenzio a delle problematiche che si stanno facendo sempre più preoccupanti nella nostra comunità: negli ultimi anni, nei nostri territori, si sono avuti molti, forse troppi, casi di decesso e malattie per patologie tumorali.

Occorre intervenire concretamente e bloccare in tutti i modi la realizzazione di questa ennesima bomba ecologica.”

Francesca Tremoglie

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