Nicosia, forte critica di Assoconsumatori all’amministrazione comunale per il costo del passaggio degli “amministrativi” all’Aro

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato da Assoconsumatori Enna

La lingua italiana fortunatamente non lascia dubbi e le travisazioni messe in atto da parte di qualche amministratore ci fa capire dell’arroganza di chi pensa di gestire la cosa pubblica senza servire la collettività.

Premesso che a monte di tutta la questione rifiuti vi è una assunzione clientelare da parte di una società pubblica-privata “Sicilia Ambiente” dove la politica senza concorso alcuno, neanche per il personale dell’ATO Enna Euno, cosa illegittima perché l’ATO era ed è una società a totale capitale pubblico, con violazione, quindi,  dell’art. 97 c.4 della Costituzione, ha assunto gli amici ed i figli della politica, mentre gli altri cittadini disoccupati o occupati saltuariamente, non avendo santi in paradiso o protettori sono costretti a dannarsi per potere guadagnare  le somme per mantenere, con stipendi iperbolici, un lavoratore che percepisce all’anno  30.300 euro lordi (1° livello).

L’amministrazione comunale di Nicosia, con un subdolo tentativo vorrebbe mettere i lavoratori contro i cittadini e viceversa, disegno maldestro tentato nel passato. Ma ancora peggio il subdolo tentativo di scaricare su altri la propria incapacità gestionale. A tal proposito, giova richiamare l’incapacità del sindaco di Nicosia nella difesa del suo ospedale e dei servizi offerti ai cittadini nicosiani (vedasi chirurgia), come invece sta ben facendo il sindaco di Leonforte. Dopo il fallimento dell’ATO, che ha accumulato solo debiti con un servizio inefficiente-inefficace-anti economico, si sta perpetrando lo stesso modello fallimentare moltiplicato nelle nuove realtà SRR-ARO.

L’arroganza del potere porta a travisare i fatti: nessuno sostiene o ha mai sostenuto che le assunzioni saranno effettuate dal Comune. Invero si tratta di autorizzare il passaggio di cinque unità al posto di tre quante ne prevede il piano ARO di Nicosia a nulla rilevando che le cinque unità sono, momentaneamente, part time. Non occorre poi essere degli scienziati per intuire che trascorso un opportuno tempo gli stessi lavoratori una volta consolidata la loro posizione andranno a richiedere l’applicazione dei “diritti” previsti dal contratto Federambiente con il quale sono stati “assunti”, il passaggio a tempo pieno.

Chi rappresenta le istituzioni deve fare il suo lavoro nell’interesse di tutti i cittadini e non per garantire solo alcuni sapendo che la garanzia di pochi si ripercuote sulle tasche della restante parte, gli utenti-cittadini, è fuor di dubbio che se la spesa del personale anziché essere al 70% della spesa totale, questa è stata la spesa media dell’ATO fosse stata giustamente il 30/40% come in tutti gli appalti il cittadino pagherebbe il 30/40% in meno. In poche parole a Nicosia il costo del servizio con contratto equo, possibilmente enti locali, non sarebbe di 2.025.393 euro, ma sarebbe stato tra 1.400.000/1.600.000 abbassando la media che pagano i cittadini da 155 euro pro-capite a 62/109 euro. Evidentemente chi amministra pur di ossequiare le volontà di qualche potente non tiene conto dei suoi concittadini.

Pippo Bruno

 

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