Nicosia, nell’inchiesta sull’Istituto parificato l’Aurora è indagato l’assessore Castello

Un’altra tegola politica cade sulla giunta Bonelli, dopo le indagini che hanno portato nel mese di maggio alle dimissioni dell’assessore Ivan Bonomo, spunta l’inchiesta sull’istituto paritario “L’Aurora” con sede a Pietaperzia e a Nicosia, che vede coinvolto l’assessore ai Servizi sociali Pino Castello. Nelle indagini l’assessore è coinvolto per la sua attività lavorativa e non per il ruolo politico che ricopre.

L’indagine è stata portata avanti dalla sezione di Polizia giudiziaria dei Carabinieri della Procura della Repubblica di Enna e trae origine da un esposto-denuncia presentato l’8 marzo 2017, nel quale si ipotizzava che i responsabili dell’Istituto Paritario “L’Aurora” di Pietraperzia, gestissero i corsi, dietro corresponsione delle correlate rette da parte degli studenti iscritti, senza svolgere concretamente alcuna attività didattica, così attestando falsamente sui registri di classe la presenza in aula durante le ore di lezione di studenti, in realtà assenti, che venivano in tal modo indebitamente ammessi alla partecipazione agli esami di Stato.

A seguito dell’esposto-denuncia la sezione di Polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura, diretta dal Procuratore della Repubblica Massimo Palmeri e con il coordinamento del pubblico ministero Giovanni Romano, avviava le attività investigative, che, come riassunto nell’informativa finale, hanno messo in luce la responsabilità di dirigenti e docenti, con riferimento all’anno scolastico 2016-2017, evidenziando e differenziando i ruoli dei vari indagati.

Al temine delle attività investigative, nel mese di giugno 2018, venivano denunciate all’autorità giudiziaria nove persone: la 74 enne di Catania, Rosa Catalano, responsabile dell’Istituto Paritario “L’Aurora”, la 70 enne Anna Sorriso Valvo e la 47 enne Giovanna Gervasi di Calascibetta, rispettivamente preside dell’istituto e professore, il 47 enne Massimo Faudone di Barrafranca, professore, il 38 enne Samuele Scalzo di Roccella Valdemone, professore, il 38 enne Massimo D’Amico di Riesi, professore e il 47 enne Giuseppe Mario Castello, responsabile dell’istituto. Gli altri due professori di Nicosia, nel frattempo, hanno formulato al pubblico ministero la richiesta di patteggiamento ammettendo le proprie responsabilità.

Per i sette indagati dopo gli interrogatori, il Gip Luisa Maria Bruno, ha emesso nei loro confronti la misura cautelare che prevede la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’attività di insegnamento e dirigenza di istituti scolastici e di tutte le funzioni pubbliche a dette attività collegate per la durata di dodici mesi, per il dirigente Rosa Catalano, la preside Anna Sorriso Valvo e per il responsabile dell’istituto Giuseppe Mario Castello; misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’attività di insegnamento e di tutte le funzioni pubbliche a dette attività collegate per la durata di due mesi, per i docenti Giovanna Gervasi, Massimo Faudone, Samuele Scalzo, e Massimo D’Amico.

Il provvedimento è stato notificato, sempre dai Carabinieri, a Roma, presso la sede del MIUR. Il Ministero avvierà le necessarie verifiche sui diplomi conseguiti dagli studenti.

 

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