Nicosia, presentati due libri scritti in gallo italico sperlinghese – VIDEO

Venerdì primo dicembre, al cine-teatro Cannata di Nicosia sono stati presentati due libri “E travaghje de na vorta a defuora – I lavori di una vola in campagna” e “O mangè de noste catanane- Il mangiare dei nostri avi” scritti dalla professoressa Maria Seminara e curati da Salvatore Lo Pinzino.

I due testi sono stati scritti interamente in dialetto galloitalico, sono due pregevoli opere che coniugano le tradizioni agricole del territorio, attraverso la conservazione del linguaggio tipico delle zone di Sperlinga.

L’evento è stato condotto da Valentina D’Alessandro. Diversi gli ospiti presenti alla serata:  Ignazio Furnari ex dirigente scolastico della scuola media Dante Alighieri e l’attuale dirigente Maria Giacoma Mancuso Fuoco.

Tra i relatori da segnalare l’autrice, Maria Seminara, docente di lettere presso la scuola media “Dante Alighieri” nel plesso di Sperlinga, Salvatore Chiello, docente di filosofia presso il liceo scientifico “Farinato” di Enna, Letizia Seminara, ricercatrice all’Università La Sapienza e all’Università di Strasburgo e Salvatore Lo Pinzino, esperto catalogatore presso la Soprintendenza ai beni culturali di Enna., Carmelo Trovato, docente ordinario di linguistica generale presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Catania.

I momenti musicali sono stati curati dal maestro Salvatore Lo Votrico al pianoforte, da Valentina D’Alessandro, voce solista.

Un pensiero riguardo “Nicosia, presentati due libri scritti in gallo italico sperlinghese – VIDEO

  • 2 dicembre 2017 in 13:44
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    Sono stato felice partecipare a questa presentazione. La rappresentazione del sperlinghese in partenza per l’America, mi ha molto commosso, in quanto oltre che rispecchiare la mia realtà, di sicuro ha rispecchiato la realta di tantissimi altri paesani. Mi ricollego alla presentazione del prof. Trovato è vero riguardo che il dialetto e una lingua e ne gobbiamo essere fieri. Io davragazzo mi vergognavo a parlare il mio dialetto, ma dopo aver studiato lingue a Roma, e le esperienze vissute, in varie regioni d’Italia, ritengo che il nostro dialetto deve essere difeso con forza, e questo può essere fatto Esclusivamente parlandolo con fierezza e senza vergognarsi.

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