Nicosia, “Verità penultime”, per scoprire (riscoprire) in poesia il valore profondo delle cose

“Verità penultime”: questo il titolo che palpita nel componimento poetico scritto, da Rita Scinardi, con delicatezza di spirito del tutto inedita, per scoprire (riscoprire) in poesia il valore profondo delle cose.

Ascoltando i versi, presentati in un conviviale di cultura, non abbiamo stentato a dire quali alte riflessioni trasmette l’opera elaborata dall’autrice,

Rita Scinardi, docente dell’Istituto superiore “F.lli Testa” di Nicosia, nonché apprezzata artista con la passione della pittura. L’estetica, la bellezza dei versi da sola non basta: diventano significativi gli ambiti della quotidianità, degli affetti, dei sentimenti che animano il miscuglio delle “Verità penultime”.

La raccolta, suddivisa in tre gruppi di poesie, “Poesie teologiche”, “Versi sparsi”, “Lettere al figlio”, “affascina tanto per il contenuto di poesia vera, originale nella forma –ha evidenziato il critico, prof. Nicola Amoruso–, tanto nell’invenzione di metafore, di similitudini, di travolgenti passioni, ricordi, affetti, idee e sensazioni, i degli affetti più cari ricordi, immagini, storie, idee, sensazioni”.

Illuminante l’esempio tratto da “Le mani”: “Prendono, salutano, reggono – donano, guidano, accarezzano- Una mano chiediamo se abbiamo bisogno d’aiuto – Ci sentiamo nelle mani di qualcuno – se ci fidiamo – La mano apre all’amore e – conduce verso il mondo – Una mano suggella il patto – d’onore – Una mano sulla spalla è conforto – Le mani giunte preghiera”.

Carmelo Loibiso

 

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