Operazione “Alba Iulia”, arrestati dalla Polizia di Stato due romeni per furto e ricettazione – VIDEO

Nella giornata di venerdì 9 novembre, la Polizia di Stato, a conclusione di un’articolata e complessa attività investigativa, coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna ha proceduto ad arrestare due soggetti di nazionalità romena e a sottoporre all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria una donna, anch’ella romena.

Tutti risultano indagati a vario titolo per reati contro il patrimonio ed in particolare per aver sottratto ed utilizzato indebitamente delle carte di pagamento ad un anziano signore,che accudivano come badanti, derubandolo di oltre 14.000 euro; due di loro, un uomo ed una donna, coniugi, per la ricettazione di un anello in oro e brillanti di ingente valore di una nota casa di preziosi, nonché di un paio di orecchini in oro.

L’attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, corroborata anche da attività tecniche di intercettazioni ambientali e telefoniche, trae origine dall’indagine avviata nel mese dicembre 2017 a carico di Miklos Laszlo,  diretta dalla Procura della Repubblica di Enna, per porre fine ad una serie di reati predatori che, a far data dal mese di novembre 2017, stava interessando il territorio del comune di Piazza Armerina, anche con gravissime quanto inconsuete rapine in abitazioni, consumate in danno di persone anziane e quindi molto vulnerabili. I reati venivano commessi da un gruppo di soggetti, tutti di nazionalità romena, collegati tra loro da rapporti di amicizia o di parentela, dediti al compimento di reati contro il patrimonio, dai quali gli stessi traevano la propria esclusiva o principale fonte di sostentamento.

In particolare, sfruttando la fonte informativa del social network Facebook, veniva appurato che Laszlo, fra le sue innumerevoli amicizie, annoverava quella con il pluripregiudicato Pavel Bogdan Surugiu.  Focalizzando ogni utile informazione che derivava da altre attività investigative in atto attinenti il contrasto ai reati predatori, emergeva il fatto che proprio il citato Surugiu veniva identificato quale uno dei “potenziali” autori del furto pluriaggravato consumato nel mese di agosto del 2016 a Piazza Armerina ai danni di due coniugi in occasione del quale venivano rubati gioielli in oro e pietre preziose per un valore di circa 25.000 euro.

Ancora, al fine di delineare al meglio il gruppo di persone sospettate della consumazione di reati contro il patrimonio, le frequentazioni di Surugiu consentivano di verificare che l’uomo “orbitava” in un contesto riconducibile ad alcuni suoi connazionali, quest’ ultimi noti alle Forze dell’Ordine per averli tratti in arresto, negli anni scorsi, in flagranza di reato, oppure denunciati in stato di libertà, per estorsione, sfruttamento della prostituzione, ricettazione ed altro.

In tale ambito emergeva in particolare Silviu Iulian Hanghiuc (cognato di Surugiu). Avviate le prime intercettazioni telefoniche nei confronti dell’uomo si appurava che quest’ultimo manteneva contatti con il cognato e già in tale fase si apprendeva che quest’ultimo, unitamente alla propria moglie A. M. R., di fatto viveva presso l’abitazione di persone anziane residenti a Piazza Armerina, entrambi in qualità di badanti.

Le indagini hanno permesso di accertare che il Surugiu e la moglie A.M.R. prestavano assistenza domiciliare nei confronti di un anziano, ultraottantenne, classe 1933, dove entrambi peraltro abitavano stabilmente. Avendo avuto la disponibilità dell’abitazione in ragione dell’attività lavorativa svolta, il Surugiu, con la certa complicità della moglie e dell’Hanghiuc, si era impossessato delle carte bancomat appartenenti all’anziano, relative ai conti correnti accesi presso le filiali di alcune banche di Piazza Armerina. In particolare, dal conto corrente acceso su uno dei due istituti bancari, in più occasioni i correi prelevavano illecitamente somme di danaro comprese tra poche centinaia di euro per volta e prelievi unitari di 1.500 euro, per un totale di 14.650 euro.

Nel febbraio 2018, venivano eseguite alcune perquisizioni locali a carico degli indagati, e nel corso della perquisizione a carico di Surugiu della di lui moglie A. M. R. venivano sequestrati degli oggetti in oro, due dei quali riconducibili ad un furto in abitazione consumato in Piazza Armerina nell’estate del 2016, in danno di due coniugi.

Nel corso della perquisizione locale dello scorso febbraio, si procedeva al sequestro di un anello con pietra tipo “brillante”, nonché di altri oggetti preziosi, tra cui un paio di orecchini da donna di forma circolare, in oro giallo che nelle foto pubblicate su Facebook erano indossati dalla piccola figlia dei citati coniugi Surugiu indagati. Esperiti i dovuti accertamenti, si appurava che l’anello e gli orecchini rinvenuti nella disponibilità dei coniugi Surugiu erano proprio i preziosi sottratti alla coppia di coniugi che ne avevano denunciato il furto.

Il Pubblico Ministero titolare delle indagini, valutati gli esiti dell’attività investigativa, avanzava al Gip presso il Tribunale di Enna la richiesta di un’ordinanza applicativa della custodia cautelare, che veniva accolta, con conseguente emissione di misure cautelari a carico dei tre cittadini romeni: il 27 enne Silviu Iulian Hanghiuc ed il 31 enne Pavel Bogdan Surugiu, mentre scatta l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per la 21 enne S. A. M. R..

 

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