Riapertura del Tribunale di Nicosia: appello all’unità da parte della società civile

Dopo le osservazioni di alcuni professionisti, in merito alla possibile riapertura del Tribunale di Nicosia,  numerose sono state le reazioni di cittadini,  avvocati, consiglieri  comunali, medici ed amministratori locali. Conseguentemente, lungi dal  volere alimentare inutili “guerre tra poveri”,  che avrebbero come effetto solo quello di depauperare, ulteriormente, il nostro territorio,  riportiamo di seguito  un appello all’unità di tutti i cittadini della ex Provincia di Enna. L’obiettivo primario, comune a tutti,  deve essere quello di arricchire il nostro territorio, che ha subito troppo perdite negli ultimi anni ; se  ci fosse  una sola possibilità, anche remota, di riapertura del Tribunale di Nicosia, questa va perseguita fino in fondo.

Ed a tal fine l’avvocato Pino Matarazzo definisce  la battaglia per la riapertura del Tribunale di Nicosia una sfida di tutto il territorio della zona nord della provincia di Enna  e rappresenta anche un valore simbolico, per l’auspicata inversione di tendenza, rispetto alle politiche che fino ad oggi hanno avuto come linee conduttrici quelle di depauperare un territorio, oggettivamente disagiato,  privandolo di servizi essenziali. Servizi che si chiamano giustizia, istruzione, sicurezza, ma anche sanità.

Ed in  tal senso il dottor Francesco Spedale, il quale  ricordando le   attuali difficoltà dell’Ospedale di Nicosia,  afferma che sarebbe stato facile, da nicosiano, puntare e chiedere alla politica di  puntare tutto su un unico presidio sanitario , per la zona nord, con sede  a Nicosia, stante la difficile posizione geografica.Tuttavia,  ragionando da cittadino, da medico, da ex politico  non è possibile pensare di  privare le comunità di Leonforte, Nissoria, Agira  ed Assoro, di un presidio sanitario a garanzia della loro sicurezza e salute.

E gli fa eco il dottor Nabor Potenza, allorchè afferma, da medico verrebbe da sperare che la sanità venisse concentrata in un unico presidio, sicuramente più performante. Ma tale visione sarebbe gretta e limitata;  conseguentemente auspica che la battaglia, per la riapertura del Tribunale di Nicosia, in fase sperimentale,  venga condivisa da tutti, piuttosto che osteggiata, si costruisca, piuttosto che distruggere, costruendo  un futuro, il futuro, per i nostri figli e per la  nostra terra.

Santina Lo Votrico, Consigliere comunale di Nicosia, manifesta la sua amarezza,  parlando di guerra tra poveri e puntando   sull’aggregazione e non sulla divisione del territorio; conclude con un invito all’unità, andando avanti,  in piena sinergia, per non privare il territorio di servizi utili. Auspica la riapertura del tribunale, concludendo, quale risposta all’abbandono delle zone interne, che ha provocato un impoverimento economico, del territorio ed in  generale di tutta la provincia.

L’avvocato Augusto Mongioj, nella sua duplice veste di avvocato e presidente del Consiglio comunale di Cerami,  ritiene che il tribunale rappresenta molto di più di un presidio di giustizia e di un servizio pubblico. La sua presenza identifica e valorizza un intero territorio, gli conferisce una soggettività che altrimenti non avrebbe e questo dato può essere ignorato solo da chi il territorio non lo vive, ma lo frequenta solamente per motivi di lavoro. Anche chi non entrerà mai in un’aula di giustizia ha un evidente interesse a vivere in un contesto in cui siano presenti quanto più servizi possibile, piuttosto che in un deserto. Ragionando secondo le prese di posizione, recentemente espresse da parte di alcuni colleghi di Troina e Leonforte, non si comprenderebbe perché lottare per mantenere o potenziare strutture sanitarie di difficile accesso come l’Oasi o di dimensioni limitate come l’ospedale di Leonforte; tuttavia una logica del genere ovviamente la rifiutiamo,  perché non conforme ai principi di solidarietà e responsabilità, che ci contraddistinguono. Forse adesso qualcuno riuscirà a comprendere che il tribunale di Nicosia non interessa solo agli avvocati, che possono avere interessi particolari, diversi e contrari a quelli del territorio, come la notizia di ieri dimostra chiaramente. Per un avvocato può anche essere più conveniente e comodo trovare tutto in un’unica sede (Enna, appunto). Occorre chiedersi se è conveniente anche per il territorio dell’ area nord della provincia, sempre che si ritenga che questo territorio esista ancora e sempre che si voglia preoccuparsi veramente delle sue sorti.

E per concludere il sindaco di Capizzi, Purrazzo, il quale  dando  un segnale di fiducia e di buon auspicio, manifesta la volontà dell’amministrazione comunale, come già quella di Sperlinga e Cerami, di compartecipare alle spese, prevedendo un euro per abitante, con la creazione di un apposito capitolo di spesa.

 

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