Tribunali soppressi, costituito il “Comitato di coordinamento per la difesa della Giustizia di prossimità”

Continua la battaglia per la riapertura dei Tribunali soppressi, dopo un primo incontro a Roma avvenuto il 6 luglio, i sindaci, i rappresentanti dell’avvocatura e dei comitati per la riapertura, si sono incontrati nuovamente il 20 luglio presso la sede del Consiglio Nazionale Forense, per costituire il “Comitato di coordinamento per la difesa della Giustizia di prossimità nel territorio della Repubblica Italiana”.

Il Coordinamento punta “a contrastare con ogni mezzo la riforma della geografia giudiziaria derivante dalla legge delega 14-9-2011 n.148 e dal Decreto legislativo 7-9-2012 n.155; a intraprendere ogni iniziativa a tutti i livelli per ottenere l’abrogazione e la modifica dei provvedimenti legislativi medesimi, promuovendo a tal fine un sollecito incontro con il Ministro della Giustizia perché sia dato corso, anche mediante atti di urgenza, alla riapertura dei trenta Tribunali, nessuno escluso; tutelare dinnanzi agli organi di giustizia nazionali e internazionali i diritti fondamentali dei cittadini; garantire a tutti i cittadini un equo accesso alla giustizia”.

Eletto l’ufficio di presidenza del comitato di coordinamento composto dall’avvocato Pippo Agnusdei di Lucera, vice presidente Andrea Sala, sindaco di Vigevano e segretario l’avvocato Enzo Galazzo di Modica. L’assemblea del comitato ha costituito anche la consulta dei 30 sindaci dei Comuni che hanno visto i propri Tribunali soppressi.

Durante l’assemblea è intervenuta la deputata nazionale Elisa Scutellà del Movimento 5 Stelle, membro della commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, originaria di Rossano Calabro uno dei 30 Tribunali soppressi dalla riforma della geografia giudiziaria.

Presente la delegazione di Nicosia composta dal sindaco Luigi Bonelli, dall’assessore Gianfranco Castrogiovanni e dai membri del comitato per la riapertura del Tribunale di Nicosia:  l’avvocato Piergiacomo La Via, l’avvocato Giusy Tumminaro, Ina Di Figlia, Luigi Bellettati, Corrado Danti e Teresa Teramo, che nella serata del 19 luglio avevano avuto un incontro con il senatore Fabrizio Trentacoste, che sta seguendo questa vicenda.

L’assemblea ha approvato all’unanimità la mozione presentata dall’avvocato Piergiacomo La Via, questo il testo: “Registriamo con favore la previsione di una “rivisitazione della geografia giudiziaria”, contenuta “contratto” del nuovo governo e le dichiarazioni ufficiali del Ministro Bonafede sul punto di cui alla recente audizione presso le commissioni giustizia Camera e Senato. E pur riconoscendo che si è in presenza di un fatto nuovo rispetto al passato, tuttavia ciò non è ancora sufficiente né risolutivo. Sappiamo tutti che la riforma della geografia giudiziaria si è rivelata nefasta.  E’ peggiorato il funzionamento della giustizia, è aumentata la spesa pubblica.  Sono stati sottratti ai territori Tribunali, Procure e Case Circondariali, sguarnite zone ad alta concentrazione di criminalità spicciola ed organizzata e quelli più depressi sono stati ulteriormente impoveriti, in quanto privati di importanti servizi. La filosofia della razionalizzazione mediante accorpamenti e soppressioni è risultata fallimentare in tutte le realtà. I suoi artefici, politici miopi, si sono rivelati incapaci di apprezzare le istanze dei territori e delle popolazioni, liquidate, con imperdonabile superficialità, alla stregua di proteste campanilistiche. Su 250 sedi giudiziarie soppresse, 30 Tribunali e 220 sezioni staccate, vanno ripristinati e riaperti subito e senza indugio, in una prima fase, quantomeno tutti e trenta i Tribunali italiani soppressi (con le rispettive Procure), dal più piccolo (Mistretta) al più grande (Vigevano). Questa scelta, che il governo potrebbe adottare o con decreto legge o con la strada privilegiata del disegno di legge governativo, che troverebbe sicuramente unanime consenso in parlamento, essa si rappresenterebbe una vera discontinuità rispetto al passato.  La “giustizia di prossimità” è un valore ed un principio di civiltà giuridica! Chiediamo che il Ministro ci riceva ed ascolti le nostre proposte”.

 

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