27 gennaio, Nicosia non dimentica…

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Avremmo perduto anche la memoria se fosse possibile all’uomo dimenticare tanto quanto tacere…”. Questa frase di Tacito è scolpita a Nicosia in una lapide a eterna memoria di tutte le vittime dei genocidi che nella storia si sono perpetrati.

E non possiamo, anzi non dobbiamo dimenticare il 27 Gennaio, ricorrenza della presa, da parte dell’Armata Rossa, del campo di sterminio di Auschwitz, esempio principe di quanto l’Uomo possa anche spingersi verso il basso e sfondarlo. Sono passati 74 anni da quella ricorrenza, eppure ancora oggi non si è capito la cosa fondamentale: non esistono morti di destra e di sinistra, di serie A e di serie B. I morti sono morti e basta. E meritano rispetto. Ogni qualsivoglia strumentalizzazione del ricordo per piegarlo a fini politici e partitistici non è altro che una riproposizione morale di quello sterminio. Perché la politica ha sterminato gli uomini. La politica e la cieca stupidità umana che, nei corsi e nei ricorsi storici, è sempre caduta nello stesso identico errore di considerare l’Uomo e l’umanità quale mezzo e non come fine.

Ma diamo qualche nota storica su quanto avvenuto 74 anni fa. La salita al potere di Hitler, 30 gennaio 1933, a seguito di un gioco di palazzo e di una rivalsa di Von Papen su Schleicher, ha rappresentato la concretizzazione in Germania dell’antisemitismo. Dico in Germania perché non crediate che tutti gli altri stati siano stati degli stinchi di santo e il ritorno degli ebrei in Israele subito dopo la II Guerra Mondiale non è altro che una sorta di “lavaggio della coscienza” perpetrata da tutta l’umanità. Gli ebrei, sin dall’Impero Romano, sono stati vittima di persecuzione, con la diaspora di Tito (stiamo parlando del I secolo d.C.) fino a giungere a tutti i vari ghetti sparsi qua e là un po’ dappertutto. Anche nell’arte e nella filosofia (tra tutti possiamo citare Wagner e Nietzsche che di Hitler sono stati punti di riferimento). Ma comunque: Hitler, che già nel Mein Kampf aveva fatto capire tutto ciò che voleva fare, fu uno dei pochi politici a mantenere le promesse: eseguì tutto. Sulla questione ebraica, comunque, ci fu un evolversi. Infatti, nei primi anni del governo Hitler, gli ebrei vennero semplicemente espulsi. Deprecabile, ovviamente (teniamo in considerazione che la mossa era politica su due fronti: propagandistica perché la creazione di un nemico e capro espiatorio è sempre stato una fonte di unione del popolo e economica perché gli ebrei detenevano una gran fetta di ricchezza), ma sicuramente meglio di quello che sarebbe accaduto sia con la Notte dei Cristalli, ma ancor di più con la conferenza di Wansee del 20 Gennaio 1942. Data importante, perché comprendiamo come il 1942 segna una svolta anche nella Guerra, con una Germania che ormai, quantomeno le alte sfere del potere lo avevano capito, era sulla carta sconfitta, ben sapendo del fallimento della blitzkrieg in Russia e dell’entrata dell’America nel conflitto (nonostante fossero ancora ben lontane le batoste di Stalingrado ed El-Alamein).

Due erano i punti programmatici della politica nazista: il Lebensraum e l’eliminazione degli ebrei. Dato che la prima stava fallendo, bisognava concentrarsi quantomeno sulla seconda. E Hitler lo fa capire benissimo sul testamento: i tedeschi vanno puniti (da qui l’Operazione Nerone) perché non sono stati capaci di reggere al confronto, ma lui almeno era riuscito ad eliminare gli ebrei. Insomma, narcisismo e follia pura ma che, comunque, rappresenta niente di meno che un qualcosa già apertamente dichiarato, a differenza, invece, di quanto si attuò in Russa in epoca staliniana.

Nessuno può dire “non lo sapevo” ed appare poco credibile il “non pensavo si arrivasse a tanto” per come persino alcuni gerarchi nazisti dissero durante il processo di Norimberga. Perché tutto era scritto e nulla permetteva di pensare che, di punto in bianco, sarebbe cambiato qualcosa. Wansee rappresenta anche il culmine di un male che diventa banale, burocratico e non a caso Eichmann, il gerarca nazista “contabile” dell’Olocausto, presente a quella Conferenza, fu fonte di ispirazione, attraverso il suo processo avvenuto anni dopo la fine della guerra, per l’opera di Hannah Arendt. Non possiamo quindi dimenticare, per evitare gli errori del passato.

Ma assieme agli ebrei e allo sterminio perpetrato dalla Germania, non dimentichiamo gli Armeni, non dimentichiamo gli Indiani d’America, non dimentichiamo le Foibe, le purghe Staliniane e di Mao Tze Tung… insomma non dimentichiamo che spesso l’Uomo, nonostante riesca ad arrivare molto in alto arrivando persino sulla Luna, riesce a toccare il fondo e sfondarlo.

Alain Calò

 


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