29 settembre, 80 anni fa i fatti di Monaco

Quando andavo alle scuole superiori la mia materia preferita era senz’ombra di dubbio la storia. Tramite la storia e quindi la conoscenza del passato possiamo meglio comprendere il presente e, perché no, poter “prevedere” in un certo qual modo il futuro. “Historia magistra vitae” dicevano d’altronde i latini in merito a questa funzione “pedagogica” della storia in cui viene mostrato l’uomo che, nell’evoluzione e quindi nel progresso, accanto a grandi balzi in avanti ha anche operato diversi errori anche catastrofici.

Un gioco che amavo e che amo tutt’oggi fare è mettermi alla prova e aprire i cassettini della mia memoria e chiedermi che cosa sia successo nel passato il giorno in cui viviamo.

Oggi, 29 Settembre, data che una celebre canzone ha consacrato, reca sicuramente in sé un importante anniversario che ha profondamente mutato la storia dell’umanità e la visione stessa dell’umanità. E non stiamo parlando del compleanno di Berlusconi che per quanto possa essere un personaggio che seppur criticato o attaccato ha rappresentato e calcato un ben determinato periodo storico della nostra Repubblica (per par condicio diciamo che è anche il compleanno di Bersani).

Il 29 Settembre è l’anniversario, quest’anno l’ottantesimo, della conferenza e quindi dei “patti” di Monaco, firmati nella città tedesca dalle quattro potenze europee Germania, Francia, Inghilterra e Italia.

Sostanzialmente il patto è una vittoria assoluta dell’Asse italo tedesco e un fallimento di Francia e Inghilterra seppur i due primi ministri di questi due paesi, rispettivamente Daladier e Chamberlain, presentarono il tutto come un successo in nome della pace (profetiche furono le parole fuori dal coro di Churchill quando parlava di una Francia e Inghilterra che dinnanzi alla scelta del disonore o della guerra avevano scelto la prima per beccarsi anche la seconda).

Ma veniamo al fatto in sé. Dopo aver nel 1933 preso il potere e quindi consolidato definitivamente nel 1934, Hitler, fuhrer della Germania Nazista, nel 1936 riesce ad avvinghiare l’Italia di Mussolini nella sua morsa, grazie a quelle sanzioni che ci beccammo successivamente alla conquista dell’Abissinia.

Negli anni trenta la Germania hitleriana, in barba a tutte le clausole del trattato di Versailles (trattato a seguito della resa tedesca nella Prima Guerra Mondiale) incominciò la politica di remilitarizzazione della nazione. Bastava leggere quel libro, il Mein Kampf, per accorgersi che il tutto non era guidato da una semplice spacconeria ma da un piano ben preciso di riunificazione di tutti i popoli tedeschi e quindi la successiva conquista dello “spazio vitale”.

Il pallino di Hitler era la “sua” Austria che dalla vetta dell’Obersalzberg  , ovvero dalla sua dimora in montagna, vedeva da lontano. Il primo tentativo fallì a causa del veto Mussoliniano che amico del cancelliere austriaco Dolfuss, non vedeva di buon occhio, in questa prima fase, Hitler. Il secondo tentativo, con Dolfuss assassinato e Mussolini ormai piegato, riuscì e nel marzo del 1938 avvenne l’Anschluss. Germania e Austria erano finalmente unite.

C’era un’altra regione da unire, ovvero la regione dei Sudeti, politicamente appartenente alla Cecoslovacchia ma praticamente tedesca dato che lì risiedevano diversi cittadini di lingua tedesca. Rivendicazione pesante, tanto da minacciare anche un eventuale intervento militare. Mussolini allora, che aldilà di tutto era un uomo di pace perché in quel ben preciso istante non era assolutamente pronto per una guerra (non lo sarebbe stato neanche nel 1940), cogliendo l’occasione di divenire “onesto sensale” dell’Europa, si impegnò a far incontrare Hitler con i protettori della Cecoslovacchia, ovvero Gran Bretagna e Francia (La Cecoslovacchia, oggetto del contendere, non fu neanche considerata). Fu un incontro praticamente unilaterale. La regione dei Sudeti ormai era solo sulla carta fuori dalla Germania. E con essa, palesemente violando qualunque accordo, l’intera Cecoslovacchia. Francia e Inghilterra, per amore di pace e memori di quel detto “chi ha più sale condisca la minestra” (detto che frega sempre chi ha più sale) sacrificarono ancora una volta una regione d’Europa pur di mantenere calmo Hitler. Il risultato fu ben diverso. Ma questa è tutta un’altra storia.

Alain Calò

 

 

Un pensiero riguardo “29 settembre, 80 anni fa i fatti di Monaco

  • 2 Ottobre 2018 in 14:32
    Permalink

    Una cosa importante da ricordare che ne Francia e Inghilterra erano militarmente pronte per affrontare la Germania nazista.Quindi per prendere un anno di tempo per riarmarsi firmarono il patto di Monaco. Per l’Inghilterra questo lasso di tempo fu determinante per mettere a punto il radar e gli spitfire.Con queste armi vinsero la battaglia d’ Inghilterra.

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