Alla maggior parte dei sindaci ennesi piace la gestione di AcquaEnna. L’amara constatazione del Coordinamento Provinciale Comitati Cittadini Ennesi

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Pubblichiamo integralmente il comunicato del Coordinamento Provinciale Comitati Cittadini Ennesi sulla decisione presa dalla Commissione istituita dal presidente Musumeci, al fine di valutare la gestione della società AcquaEnna per verificare eventuali inadempienze contrattuali.

Hanno gettato la maschera. La gestione della società AcquaEnna è ineccepibile.

Lo ha certificato la Commissione istituita dal Presidente Musumeci ai sensi dell’art. 12 della Legge n. 19/2015, al fine di valutare la gestione della società AcquaEnna per verificare eventuali inadempienze contrattuali. La stessa è composta dal Commissario Liquidatore dell’ATO Idrico, da tre Sindaci (Calascibetta, Nicosia e Regalbuto), individuati dai 19 Sindaci dell’ATO Idrico per portare la voce della collettività ennese nella Commissione, da un rappresentante sindacale, da un rappresentante dei Comitati Cittadini per l’Acqua Pubblica e da un funzionario regionale.

Così si sono espressi tutti i componenti la Commissione, compresi i Sindaci di Calascibetta e Regalbuto, tranne il rappresentante dei Comitati Cittadini per l’Acqua Pubblica, che ha portato corpose argomentazioni per procedere alla rescissione del contratto. Il Sindaco di Nicosia, non si è espresso perché, fatto gravissimo, senza alcuna giustificazione, non ha partecipato ad alcuna seduta della Commissione.

Peraltro, anche il comportamento incomprensibilmente omissivo di 15 Comuni sui 19, che fanno parte dell’ATO Idrico, ha favorito la dichiarazione di inesistenza di inadempienze contrattuali da parte di AcquaEnna nella gestione del servizio idrico della nostra Provincia.

Infatti, nonostante il Coordinamento dei Comitati Cittadini Ennesi avesse invitato ufficialmente il 12/02/2019, con PEC, tutti i consiglieri comunali dei 19 Comuni per farsi parte attiva con i propri Sindaci per far predisporre agli Uffici Tecnici di ciascun Comune le relazioni per evidenziare le eventuali criticità del servizio idrico specifiche di ogni realtà, solo 4 Comuni (Agira, Aidone, Catenanuova e Troina) su 19 hanno trasmesso relazioni dei rispettivi Uffici Tecnici alla Commissione. Dagli altri quindici Comuni, con amministrazioni di tutti i fronti politici (Assoro, Calascibetta, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Valguarnera, Villarosa), non è pervenuto nulla. Dal Comune di Regalbuto è pervenuta, come pura testimonianza, una relazione del gruppo di minoranza. Si ha notizia che anche il gruppo di minoranza al Comune di Centuripe si sia impegnato per predisporre una relazione.

Non ci sono più scuse. Sembra che in qualche Comune, violando addirittura la normativa, ai consiglieri non sia stata recapitata la nostra nota ufficiale. Peraltro, laddove i consiglieri sono stati edotti, anche se la maggioranza fosse stata d’accordo per non trattare l’argomento in Consiglio Comunale, sarebbe bastato che la minoranza chiedesse la convocazione. Sono sufficienti 1/5 dei Consiglieri Comunali per trattare obbligatoriamente un argomento in Consiglio Comunale.

In tanti, di tutti i fronti politici, negli anni trascorsi, nelle competizioni elettorali o, anche parlando con la gente, si sono riempiti la bocca di motivazioni per cui si dovesse procedere alla rescissione del contratto con AcquaEnna. Hanno gettato tutti la maschera.

Chiedete ai vostri amministratori: Perché avete sprecato una occasione irripetibile?

Per dirla nel nostro dialetto: “ORA SIMU MURATI FINU O 2035”.

Coordinamento Provinciale Comitati Cittadini Ennesi

 


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