ANCE Enna: “Le ipotesi di riforma del codice dei contratti non sono sufficienti”

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Sabrina Burgarello, presidente ANCE Enna afferma: “Il DDL delega approvato dal senato interviene in modo positivo su semplificazione, revisione prezzi  e qualificazione delle stazioni appaltanti, ma manca un deciso freno alle procedure negoziate. Senza trasparenza il mondo degli appalti sarà sempre ostaggio dei più furbi.” L’ANCE commenta così, per bocca della sua presidente ennese, la notizia della definitiva approvazione del DDL che delega il Governo a riscrivere il codice sui contratti.
La riforma del codice dei contratti pubblici rientra tra le cosiddette “riforme qualificanti” del PNRR, quelle cioè senza le quali le risorse non vengono assegnate. La Legge delega approvata definitivamente prevede che da luglio il governo ha sei mesi per adottare uno o più decreti attuativi.
Saranno molte le novità, ma mentre salutiamo positivamente la delega a introdurre un sistema di revisione prezzi stabile, siamo preoccupati per la mancanza di un specifica delega che semplifichi il processo di aggiudicazione superando le logiche emergenziali che hanno portato al proliferare di affidamenti con procedure per niente trasparenti per non dire chiaramente pilotate.” Il riferimento è alle procedure negoziate attraverso le quali una stazione appaltante, invitando da 5 a 10 imprese, può aggiudicare lavori fino a 5 milioni di euro.
Si tratta di una procedura scelta in emergenza covid per accelerare gli affidamenti pubblici. L’errore, temiamo voluto, è quello di ritenere che la lentezza del procedimento che porta alla realizzazione di opere pubbliche sia da addebitare alla fase di gara. Non è così, per arrivare ad una gara servono da 15 a 26 pareri che assorbono mediamente 2 anni. La gara poi appena 2-3 mesi. Manca la volontà di dare  trasparenza al settore. Così facendo si moltiplicano, come abbiamo visto in questi due anni, gli affidamenti fatti senza nessun criterio. Ci sono Comuni che invitano imprese senza nessuna qualificazione e nessun requisito, imprese che vengono illegittimamente invitate in forza di requisiti di terze imprese, e aggiudicazione che hanno l’aria di essere combinate in partenza. Ovviamente ci auguriamo che non sia così ma gli elementi per sospettarlo sono tanti e ricorrenti.
La presidente Burgarello conclude con un invito a Governo e parlamentari locali “ridate dignità e certezza al sistema di aggiudicazione ed eliminate le procedure negoziate.

 


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