ANCE: “pronti a scendere in piazza se non viene soppresso art.4 del DL fiscale”

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Le imprese edili sono pronte a mobilitarsi in assenza di una soppressione del famigerato articolo 4 del decreto legge Fiscale che introduce pesanti aggravi burocratici ed una perdita di liquidità per le imprese stimata in 250 milioni l’anno.

Una norma mostruosa che non serve a combattere i furbi ed i disonesti e invece penalizza tutte le imprese sane senza che lo stato abbia alcun vantaggio. Si tratta della misura che prevede che, in tutti i casi in cui un committente (pubblico o privato) affidi ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori dipendenti impiegati nell’appalto venga effettuato, direttamente dal committente stesso, previo versamento da parte delle imprese della provvista necessaria. Quindi un’impresa che ancora non ha ricevuto il pagamento deve anticipare al committente le somme per pagare in sua vece le ritenute fiscali. Assurdo come assurdo è l’aver pensato che un comune possa gestire migliaia di situazioni con tempistiche tutte differenti senza mettere a rischio il pagamento vincolato per conto di ogni singola impresa. Il rischio è togliere risorse che servono a mantenere costante il pagamento dei lavoratori e dei fornitori in attesa del pagamento da parte del committente.”

La norma prevede un introito per lo stato di soli 127 milioni di euro, che però Ance quantifica più prudentemente in 75 milioni di euro, a fronte di oltre 250 milioni di euro di nuovi costi per le imprese e di perdita di liquidità per un sistema che vanta ancora 8 miliardi di pagamenti in ritardo.

Il rischio concreto è quello di una depressione delle attività che porterà alla morte di migliaia di imprese che rischiano di perdere il DURC per colpe dei committenti.

 

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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