Assoconsumatori Enna chiede una riduzione delle tariffe idriche

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 26 Aprile 2021

Sui social e sulla stampa, in questi giorni, si parla dell’ennesimo rinvio sulla problematica della riduzione delle tariffe idriche. Si rischia di esporre i cittadini ad un costo del servizio idrico, pari a 5-6 euro mc, destinato ad aumentare fino al 2034.

Dalle riunioni ,alle quali il presidente dell’ATI, Maurizio Dipietro, ha dato la possibilità alla Associazione Assoconsum di partecipare, è emersa la posizione della maggioranza dei sindaci e la posizione del sistema capitalistico, che alla fine vince: un aumento del 7% sul costo dell’acqua a far data dal gennaio 2020.

Un merito deve essere ascritto al sindaco Dipietro, per aver ottenuto dalla regione Sicilia di un finanziamento di 64.000 euro per la revisione di un piano d’ambito sovradimensionato nel 2004 rispetto alla realtà ennese di allora, oggi ancor di più, visto che lo spopolamento del territorio, con un indice di 3.000 persone l’anno.

Una condanna al sindaco Dipietro ed a tutti i sindaci ed a tutta la politica per non aver colto l’occasione della rescissione della convenzione nel momento in cui l’associazione il 15 marzo del 2015 (consiglio comunale aperto di Calascibetta) evidenziò che Acquaenna non pagava gli oneri di locazione degli impianti, ex art.19 della convenzione e art. 38, chiedendo la risoluzione della convenzione stessa. Fu nominato in fretta e furia l’ingegnere Pietro Lo Monaco, quale commissario dell’ATO idrico, in sostituzione di Parrinello già consulente de Serafino Cocuzza, RUP nell’aggiudicazione della gara per il servizio idrico , che conosceva bene la situazione, avendo, in una gara al ribasso, assegnato il servizio alla società AGAC, oggi Acquaenna che aveva fatto una offerta al rialzo. Lo stesso ingegnere Lo Monaco per i poteri conferitogli dal mandato due giorni prima che si riunissero i sindaci, deliberando la risoluzione della convenzione per inadempimento, concordò un piano di rientro di circa 2 milioni di euro con Acquenna La politica volle perdere quell’occasione, liberando i cittadini da costi esorbitanti per un bene essenziale, l’acqua.

Oggi piangiamo per quella scelta scellerata della politica e paghiamo le tariffe più care d’Italia :arriveranno nuove fatture, con costi esorbitanti in base alle nuove tariffe. Di questo ringraziamo la solita politica!

Pippo Bruno

 


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redazione

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