Assoconsumatori promuove un’azione di diffida nei confronti di Acquaenna

Facendo seguito alle numerose segnalazioni di cittadini che si sono visti recapitare con raccomandata diffide per il mancato pagamento delle partite pregresse e del deposito cauzionale, l’associazione Assoconsumatori nella difesa dei cittadini-utenti ha notificato via pec un atto stragiudiziale di diffida ad Acquaenna.

Il gestore del servizio idrico nonostante le sentenze del Giudice di Pace che danno ragione agli utenti e nonostante i procedimenti in corso alcuni dei quali prossimi al giudizio sta diffidando i cittadini a pagare le partite pregresse detratte dalle bollette, anche per piccoli importi, con la minaccia del distacco della fornitura e del conseguente pagamento degli oneri per il riallaccio.

L’acqua bene pubblico è un diritto per i cittadini, ma grazie ad una filosofia di privatizzazione imperante è stata concessa a privati che ne hanno fatto un business, infatti, la provincia di Enna è al primo posto per il costo dell’acqua in Sicilia. Ma come se non bastasse gli utenti sono stati chiamati dal luglio 2014 a pagare per i mancati guadagni di Acquaenna queste “partite pregresse” oltre i termini di prescrizione quinquennali. Questo nuovo balzello fra l’altro è stato imposto ai nuovi utenti che hanno stipulato contratti oltre il 2014 e che pertanto non avevano nel periodo 2005/2010 nessun rapporto con il gestore, tutto ciò fra l’altro comporta una non certa quantificazione delle somme vantate da Acquaenna.

A questo punto Assoconsumatori ha ritenuto opportuno, visto la violazione del codice del consumo diffidare il gestore ed iniziare un contenzioso per il rispetto dei diritti dei cittadini che si cerca di intimidire con l’ipotesi del distacco del bene primario appunto l’acqua.

 

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