ATI Enna: al Teatro Garibaldi di Piazza Armerina si è discusso di riduzione dei costi idrici

ATI Enna Riduzione tariffe
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Si è tenuto oggi al teatro Garibaldi di Piazza Armerina un interessante incontro per prospettare soluzioni che possano permettere una riduzione dei costi dell’acqua organizzato dall’ATI 5 di Enna.

Il dibattito ha visto gli interventi del prof. Maurizio Delfanti (Politecnico di Milano): dell’on. Fabio Fatuzzo (Commissario unico per la depurazione; Ing. Alessandro Rinaldi (dirigente Iren); prof Mario Rosario Mazzola (Università degli studi Palermo); sindaci dell’ATI; le conclusioni sono state dell’assessore regionale dell’Energia e dei Servizi Francesco Colianni.

Certamente è stato un incontro interessante quello che è stato organizzato dall’ATI 5  che ha visto precisi interventi fatti  dal prof. Delfanti che ha esposto come l’utilizzo dell’energia solare possa essere importante nelle strutture funzionali alla gestione del servizio idrico e del prof. Mazzola che ha evidenziato come necessita guardare al domani, ai cambiamenti climatici e come affrontare giustamente queste nuove prospettive in un crescente calo del trend demografico che investe le zone interne.

E’ indubbio che queste problematiche vanno poste ed analizzate con attenzione anche se non possono essere delle soluzioni prettamente tecniche che vengono calate sui cittadini assenti che sono sfociate anche con momenti di contestazione plateale a dimostrazione che non c’è fiducia in certe istituzioni soprattutto visto gli alti costi che si pagano ad Enna a cui non corrispondono gli elementi di efficienza, efficacia ed economicità, pilastri della legga 36/94.

Ci saremmo aspettati varie soluzioni oltre al fotovoltaico di cui ha poi accennato l’assessore regionale Colianni. Il dubbio che ci assale è che si voglia spingere su finanziamenti e quindi lavori che vengono svolti dal gestore che non sempre ha dimostrato di essere rispettoso del diritto e della legalità. Lo diciamo con grande tranquillità perché sin dal primo momento abbiamo visto come alla gara per la gestione del servizio idrico avessero partecipato tre ditte dell’ennese, di cui due vennero escluse non avendo inoltrato le apposite fideiussioni e venendo escluse; certo vi fu un quarto incomodo il RTI Di Vincenzo che poi fu dichiarato vincitore provvisorio avendo fatto l’offerta più vantaggiosa.

La politica visto il mancato affidamento all’Agac corse ai ripari con nomine di comodo ed illegittime e la politica portò all’aggiudicazione della gara all’AGAC, oggi, Acquaenna, pur essendo la proposta meno vantaggiosa per l’utenza. Questo porta ad una considerazione ma vuoi vedere che tutto è fatto per far fare cassa al gestore? Concludendo i lavori c’è stato l’intervento dell’assessore Colianni che è stato molto chiaro quando dopo aver esposto le disponibilità finanziarie messe in campo dalla regione e dal suo assessorato ha posto in essere una precisa accusa al passato nell’effettuare un affidamento totalmente privata del servizio come è avvenuto ad Enna. Sarebbe stata più logica una compartecipazione pubblico-privato con il 51 % in mano pubblico, da questi errori scaturisce la necessità di riformare il settore a livello regionale viste anche le attuali manchevolezze che si cerca di riportare nell’alveo della normalità.

Pippo Bruno

 


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