“Avvio senza particolari criticità, abituati a fare cose per bene”

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Scuola, Gori: Avvio senza particolari criticità, abituati a fare cose per bene


“Primo giorno di scuola senza particolari criticità in città, a Bergamo: lo scaglionamento degli ingressi in classe, con molti studenti in entrata a scuola alle 10 del mattino, ha consentito di ridurre la pressione sul trasporto pubblico, che nel frattempo è stato rinforzato con più corse, e di garantire il rispetto delle disposizioni anti Covid-19”. Lo ha detto all’Adnkronos il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, descrivendo il primo giorno di scuola della città italiana più colpita dalla pandemia.


“A Bergamo siamo abituati a fare le cose per bene, e così mi pare sia stato anche in questa occasione. L’Ufficio scolastico provinciale ha lavorato tutta estate, Ferragosto compreso, per comporre le graduatorie degli insegnanti, selezionare e reclutare quasi 4mila insegnanti che mancavano all’appello. Il Comune – evidenzia ancora Gori – si è fatto in quattro per far sì che le sedi scolastiche fossero adattate alle nuove esigenze di distanziamento fisico. Abbiamo fatto moltissimi interventi (l’ultimo è terminato ieri!) per evitare di dover ricorrere a spazi esterni. Il personale delle scuole ha fatto il resto, rivoluzionando orari e utilizzo delle sedi”.



“Dalla sospensione forzata dovuta all’epidemia di Covid-19 abbiamo capito quanto la scuola sia importante, addirittura irrinunciabile, finalmente riportandola al centro del dibattito e dell’azione politica. Come sempre è quando una cosa viene a mancare che se ne sente il bisogno e se ne comprende il valore. – continua Gori – Intorno alla scuola ruota la vita di migliaia di famiglie anche nella nostra città. È la scuola che scandisce il ritmo della nostra quotidianità. E senza scuola soprattutto viene meno la nostra proiezione verso il futuro: ragione molto seria, quest’ultima, per prendercene maggiormente cura da qui in avanti, chiedendo che per la scuola siano più risorse e puntando anche a rilanciare le figure degli insegnanti, a cui credo vada restituito prestigio sociale e buoni stipendi in cambio di un generalizzato impegno per innalzare la qualità del loro lavoro”.


“A Bergamo la situazione del virus ci sembra sotto controllo, i casi positivi sono pochi, rarissimi quelli gravi, e le strutture sanitarie ci appaiono oggi molto più avvertite, ma nessuno di noi si spingerebbe a dire che il rischio è finito. Anzi, sappiamo già che il ritorno delle scuole, fisiologicamente, si porterà dietro un aumento dei contagi. E allora diventano importantissime le procedure, – sottolinea con forza Gori – dalla misurazione della temperatura a casa prima di uscire, all’uso della mascherina, all’igienizzazione frequente delle mani. E poi le distanze, evitare in ogni modo gli assembramenti. Tutte queste cose non possono essere caricate solo sulle spalle degli insegnanti. Riusciremo a far rivivere le nostre scuole se tutti, nessuno escluso, farà la propria parte, a partire dagli studenti e dalle loro famiglie”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.



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