Bankitalia, in Sicilia Pil-8,4%. Incertezza tempi condiziona ripresa

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 16 Giugno 2021


PALERMO (ITALPRESS) – “Anche in Sicilia, come nel resto del Paese, l’emergenza sanitaria ha causato una contrazione dell’economia di dimensioni mai rilevate dal dopoguerra a oggi; in base alle stime di Prometeia nel 2020 il PIL regionale, dopo la sostanziale stazionarietà dell’anno precedente, si sarebbe ridotto dell’8,4 per cento (-8,9 in Italia)”. Questo quanto si legge nel rapporto sull’economia della Sicilia presentato questa mattina dalla sede regionale dell’istituto centrale dal direttore Pietro Raffa. Secondo l’Indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) della Banca d’Italia, il forte calo del prodotto registrato nel secondo trimestre si è successivamente attenuato; tuttavia nell’ultimo trimestre dell’anno, in concomitanza con le nuove misure restrittive alla mobilità e alle aperture degli esercizi commerciali, la contrazione è tornata ad accentuarsi. Le restrizioni all’attività economica hanno avuto un impatto eterogeneo tra i settori produttivi. Nell’industria e nelle costruzioni il calo della produzione si è concentrato nel secondo trimestre dell’anno, a causa del blocco delle attività non essenziali; la ripresa che si è manifestata nei mesi successivi non è stata però in grado di compensare tale riduzione. Nei servizi privati non finanziari la contrazione dell’attività ha interessato anche la seconda parte dell’anno, in connessione con le limitazioni imposte a seguito della ripresa dei contagi nell’autunno del 2020.
Il turismo è stato particolarmente colpito dalla crisi innescata dall’epidemia di Covid-19. Nel decennio precedente l’insorgere della pandemia, il miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie delle imprese del comparto ne aveva accresciuto il grado di resilienza di fronte a shock esterni. La pandemia e le misure per farvi fronte si sono però riflesse, nel 2020, in un drastico calo delle presenze turistiche nell’Isola; la contrazione, più forte rispetto a quella media nazionale, è stata più marcata per la componente straniera che ha mostrato una limitata capacità di ripresa nei mesi estivi, quando si era verificato un allentamento delle restrizioni. Le esportazioni di merci si sono significativamente ridotte, sia per il comparto petrolifero sia per il complesso degli altri settori; la spesa per investimenti delle imprese è diminuita. “L’incertezza sui tempi e l’entità della ripresa condiziona le aspettative per l’anno corrente, che rimangono improntate alla cautela”, sottolinea il rapporto.
(ITALPRESS).



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