Barrafranca. Il Comune dell’ennese sciolto per mafia, M5S: “Tristi, ma speranzosi su rinascita comunità”

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 16 Aprile 2021

Barrafranca colpita duramente, non c’era fine più ingloriosa per questo periodo amministrativo. Non possiamo che essere tristi per le motivazioni che hanno condotto il Consiglio dei ministri allo scioglimento del comune in provincia di Enna, che ha tenuto conto delle forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che, secondo quanto riportato dallo stesso CdM, avrebbero compromesso il buon andamento dell’azione amministrativa. Al contempo, però, accogliamo la notizia con grande speranza perché, finalmente, si potrà fare ulteriore chiarezza su quanto accaduto e si potranno porre in essere solide basi per la rinascita di questa comunità”. Così, in una nota congiunta, il vicepresidente della commissione Attività produttive alla Camera Andrea Giarrizzo, il senatore Fabrizio Trentacoste e Alessandro També, consigliere comunale a Barrafranca che, insieme agli altri consiglieri del M5S e delle opposizioni, formalizzò le sue dimissioni a seguito dell’operazione Ultra.

Il provvedimento arriva, infatti, dopo 10 mesi dall’importante operazione portata avanti ad opera della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, che segnò irrimediabilmente la politica e l’amministrazione barrese. Nel merito, proprio il deputato alla Camera Andrea Giarrizzo inviò richiesta formale alla commissione nazionale Antimafia di audire il Prefetto di Enna. “Volli coinvolgere la commissione Antimafia – spiega Giarrizzo – in considerazione della gravità dei fatti e la fragilità delle realtà in cui queste indagini sono state condotte, aggravate dal presunto coinvolgimento del sindaco”.

 “Uno scioglimento necessario quindi, – dice Tambè che fu capogruppo M5s in consiglio comunale – se ci sono state o meno infiltrazioni mafiose, sarà compito delle autorità giudiziarie far luce e speriamo venga fatta presto. Sicuramente qualche opacità e qualche stranezza su cui puntare i riflettori c’è”.

“Un plauso, – afferma Trentacoste – voglio rivolgerlo ai nostri consiglieri comunali Alessandro Tambè, Katia Baglio, Alice Crapanzano e Jasmine Barresi, per la loro forte e instancabile azione di opposizione effettuata in questi anni, in tutte le circostanze e sempre a favore dei cittadini. Per primi e da subito, chiesero anche le dimissioni del sindaco, richieste che purtroppo caddero nel vuoto sino all’inevitabile conseguenza dello scioglimento di oggi per mafia”.

Un doveroso ringraziamento – concludono Trentacoste, Giarrizzo e Tambè – è rivolto quindi la governo nazionale, al Prefetto di Enna Matilde Pirrera, alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine per l’importante lavoro che stanno portando avanti a difesa del territorio Ennese. Ringraziamo, con l’occasione, anche il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra e i suoi componenti per l’attenzione mostrata. Lo Stato c’è e la comunità barrese non sarà lasciata sola in questo difficile momento”.

 


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redazione

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