Buoni spesa a Nicosia, tre consiglieri di minoranza chiedono il commissariamento del Comune per stabilire i criteri di distribuzione

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Con una nota inviata al Prefetto di Enna, tre consiglieri comunali di minoranza, Filippo Giacobbe, Domenico Scavuzzo e Luciana Spedale, chiedono che i criteri per distribuire i buoni spesa a Nicosia vengano stabiliti da un commissario nominato dall’autorità prefettizia.

A fine marzo il governo nazionale ha stanziato 400 milioni di euro ai Comuni per distribuire aiuti alimentari a chi ne ha bisogno. A Nicosia sono stati assegnati complessivamente 121.382,69 euro.

Il Comune di Nicosia tramite l’ufficio dei Servizi Sociali ha predisposto un bando per erogare i buoni spesa, senza distinguere l’importo da far percepire a chi oggi non ha nessuna fonte di reddito, inclusi tutti gli operatori economici che sono stati costretti a chiudere le loro attività per contenere il diffondersi dell’epidemia di covid-19 e a chi è già assegnatario di un sostegno pubblico, spesso irrisorio.

I tre consiglieri nella richiesta inviata al prefetto segnalano che “nell’individuazione della platea dei beneficiari, a  Nicosia si sono verificati episodi di una tale gravità che hanno costretto il sindaco di Nicosia e di Sperlinga a richiedere le dimissioni di un consigliere comunale che sostiene il sindaco di Nicosia, in quanto lo stesso consigliere comunale ha ammesso la diffusione di un audio per spingere tutti i cittadini, andando oltre i criteri stabiliti dalla ordinanza in oggetto, a formulare domande e richieste tese ad ottenere i buoni spesa in oggetto”.

Continuando nella loro esposizione dei fatti i consiglieri Giacobbe, Scavuzzo e Spedale scrivono “sin dall’inizio la situazione è stata fuori controllo anche per la fornitura dei generi alimentari offerti volontariamente dai cittadini, in quanto non vi è stata nessuna   valutazione dei requisiti minimi dei beneficiari; è assolutamente inaccettabile in un memento così drammatico, che in un Ente pubblico si provveda a fornire generi di prima necessità senza un controllo ed in violazione delle norme sul distanziamento sociale ed il divieto di assembramento, così come previsto dalle vigenti normative”.

In conclusione i tre consiglieri di minoranza chiedono al prefetto di Enna “in modo responsabile, riteniamo che per l’acquisto e la distribuzione dei beni previsti al comma 4, art. 2 dell’ordinanza in oggetto il Comune deve avvalersi degli Enti del terzo settore operanti nel territorio (Caritas parrocchiali, Croce Rossa, ANPAS, Protezione Civile locale), così come previsto dal comma 5, art. 2 della stessa Ordinanza,  mentre per l’attuazione di quanto previsto dal comma 6, art. 2, è necessario per quanto esposto in precedenza che il Comune di Nicosia venga dalla Sua Eccellenza Commissariato per la gestione di tale emergenza e per ogni eventuale necessità”.

 


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