Caos Procure, De Magistris: "Io bloccato da tritolo istituzionale"

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L’ex magistrato ora sindaco di Napoli: “Bene lettera giudici a Mattarella”

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Fotogramma
(Adnkronos)

“Qui c’è gente che ha tradito, magistrati che hanno giurato fedeltà alla Costituzione e l’hanno tradita. Hanno fatto bene i 67 giudici che si sono rivolti direttamente al Capo dello Stato Sergio Mattarella per chiedere un intervento urgente. Il livello che si è toccato è talmente basso che non mi sembra che la magistratura riesca a liberarsi dalle catene che si è data volutamente da sola…”. A parlare, in una intervista all’Adnkronos, è il sindaco di Napoli ed ex magistrato, Luigi De Magistris, che commenta così l’appello lanciato ieri da 67 giudici di tutta Italia al Capo dello Stato e Presidente del Csm, Sergio Mattarella affinché intervenga “al più presto” dopo lo scandalo delle toghe che vede coinvolto l’ex Presidente dell’Anm ed ex componente del Csm Luca Palamara. Ricorda ancora quando “venni fermato con il tritolo istituzionale” perché “stavo indagando sui livelli di collusioni talmente alti che fui bloccato”.


De Magistris si dice anche convinto che l’idea del sorteggio per la selezione dei componenti del Csm, come chiesto dai 67 giudici, sia “da prendere in considerazione”. “Appena entrato in magistratura e negli anni a seguire se qualcuno mi avesse chiesto che ne penso di una legge che prevede il sorteggio avrei avuto una reazione di totale disappunto – spiega De Magistris -Se oggi invece, a distanza di anni, e dopo quello che ho visto con i miei occhi in magistratura, arrivo a ritenere che forse è un male estremo e necessario per dare una scossa, è perché sinora, da quello che appare, il livello che si è toccato è talmente basso che non mi sembra che la magistratura riesca in qualche modo a liberarsi da sola delle catene che si è volutamente data”.

“Quindi io comprendo questa lettera e ne comprendo lo spirito, l’indignazione, la grande motivazione costituzionale fondata sui valori di autonomia e indipendenza che non è solo dall’esterno ma anche dall’interno- dice ancora il sindaco di Napoli – Perché quando l’autonomia e l’indipendenza è minata dall’interno dal sistema delle correnti, dal sistema Palamara per capirci, allora la situazione è grave a va affrontata, ecco perché condivido questa lettera”. “Ho letto anche alcuni dei firmatari della lettera-appello che sono magistrati che hanno fatto delle lotte in questi anni in posizione di assoluta minoranza”.

“Quando Palamara, nel 2008, disse ‘quando i magistrati di Salerno furono fermati e spazzati via perché avevano osato dimostrare la validità delle mie indagini ed evidenziare le gravissime interferenze ai miei danni, quando ci fu quella sorta di corto circuito istituzionale che portò a un attentato della Costituzione, perché di questo stiamo parlando, Palamara, che era presidente dell’Anm, con l’appoggio di tutte le correnti, disse che il sistema ha dimostrato di avere gli anticorpi. A distanza di 12 anni Palamara viene scoperto per quello che ha fatto e di fatto confessa. Di fronte a questo, evitando il vizio della memoria, e vedendo quanti scandali sono venuti fuori senza che mai niente cambiasse, allora io comprendo come all’interno della magistratura, si parli della necessità di un sorteggio”.

“Parliamoci chiaro – dice l’ex pm -il sorteggio è una sorta di sconfitta, ma forse in alcuni momenti ammettere una sconfitta, per ripartire, avendo la Costituzione salda, potrebbe anche essere una soluzione. Poi la si cerca di contemperare, non è un sorteggio secco, si può trovare una formula, però la proposta in questo momento la trovo condivisibile”.

“Così come mi permetto di dire che su alcuni fatti la magistratura, non avendo avuto il coraggio e la volontà o la forza e l’autonomia di andare fino a fondo in determinate vicende, anche quella che riguardò la vicenda ci di cui fui protagonista dodici anni fa e che sono ancora attuali, dovrebbe aprire una riflessione che vada al di là di quella pubblica. Non penso che possano sciogliersi come neve al sole le dichiarazioni di Palamara dove dice che fu l’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano a certificare definitivamente che De Magistris andava fermato…”.

“Se invece vogliamo recuperare, credo anche una commissione di inchiesta sia una proposta sostenibile”, aggiunge l’ex pm. Secondo Luigi Di Magistris “va recuperata la credibilità della magistratura”. “E glielo dice uno che darebbe la vita per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Condivido però che mai la magistratura, nel suo complesso, per colpa di tanti magistrati ha avuto un livello così basso di credibilità”.

Per De Magistris “se si mina la fiducia nella magistratura è come si se stesse incrinando la tenuta democratica del paese, quindi bisogna fare di tutto perché si recuperi. E per recuperare uno Stato forte deve riconoscere i propri errori. Non è più sufficiente che ci si scandalizza davanti alle chat di Palamara”. “Si fa prima a dire chi non c’è nelle chat di Palamara che quelli che ci sono- dice – altrimenti sono appelli a vuoto che diventano mortificanti pure per il Presidente della Repubblica di turno, per i magistrati onesti e coraggiosi che continuano a non girarsi dall’altro lato. Dobbiamo dare voce a chi non ha tradito”. E ricorda che ci sono magistrati “che hanno tradito”.

“Così come ha tradito il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, che, invece di tutelare le indagini e i magistrati che nella periferia del paese cercavano di contrastare il crimine nelle forme più insidiose, ha dato il bollino definitivo da Presidente del Csm. Uno Stato forte deve avere il coraggio di ammettere i propri errori”. “Era talmente alto il livello di collusioni che il sistema ha dimostrato di avere gli anticorpi, noi eravamo fuori dal sistema e potevamo essere fermati. Come? Non con il tritolo ma con il tritolo istituzionale…”.



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