Capizzi e la coinvolgente processione di San Giacomo – VIDEO

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La processione di San Giacomo è il momento culminante più spettacolare dei festeggiamenti in onore del protettore di Capizzi; un momento che ogni capitino aspetta per tutto l’anno.

Alle 17 all’interno del Santuario di San Giacomo la statua del santo, che per tutto l’anno si trova all’interno della vara lignea opera dei Li Volsi da Nicosia, viene scesa dall’altare principale per essere sistemato sulla vara che lo porterà in processione. Anticamente veniva condotto in processione nell’antica vara, Questo momento avviene tra il giubilo e la commozione dei portatori e di tutti i fedeli. A questo punto i portatori danno inizio ad una serie di corse avanti e indietro lungo la navata centrale della chiesa che si protraggono fino alle 18 quando finalmente il santo è in mezzo alla gente accolto dal frastuono dei fuochi pirotecnici e dalla banda che intona l’inno del Piave.

Terminati gli spari la vara immediatamente, come un cavallo in corsa, scende lungo gli scalini della via Progresso, imbocca la via Roma e in un attimo in una sfrenata corsa giunge in piazza Rivoluzione 1821 dove avviene la prima sosta di fronte la chiesa di San Bartolomeo Apostolo. E’ incredibile notare come i portatori addossati l’uno all’altro possano riuscire a correre senza inciampare o urtare negli spigoli delle case, così come si rimane sbalorditi dal fatto che la Vara, pur muovendosi velocemente e pendendo continuamente da una parte all’altra riesca a mantenere un certo equilibrio. Anche se tutto ciò sembra affidato al caso, ai “miracoli di San Giacomo” sono molti gli accorgimenti affinchè il tutto possa svolgersi nel migliore dei modi. Due devoti sono posizionati all’interno della vara non solo per raccogliere le offerte, ma per allontanare il fercolo quando si avvicina troppo ai muri delle case; sei lunghe corde dette “lazzuna”, che pendono dall’architrave della vara, sono tirate all’indietro in avanti a seconda se si sta affrontando una discesa o una salita e infine quattro grossi anelli di ferro, posti all’estremità delle stanghe che sorreggono la vara sono utilizzati come timone.

Dopo la prima sosta la processione riprende per via Fontanella, piazza degli Olmi e via San Giovanni e giunge in uno spazio chiamato “Aria Pirciata” nell’attuale campo sportivo dove avviene una seconda sosta.

Intorno al XVII secolo Capizzi era stata colpita dalla peste che aveva causato tanti morti, la popolazione si rivolse a San Giacomo; tutto ad un tratto il santo apparve a cavallo in un destriero bianco sollevando una spada fiammegiante e la peste cessò. Si sostiene che l’evento miracoloso sia accaduto realmente poichè il cavallo nella sua impetuosa corsa avrebbe lasciato impresso nelle pietre il segno degli zoccoli. Secondo un’altra storia la sosta in questo luogo ha un altro significato. Secondo la tradizione il simulacro di San Giacomo sarebbe stato trafugato dai capitini quando si trovava nella chiesa a lui dedicata in contrada San Giacomo nel territorio di Nicosia. I nicosiani colti alla sprovvista inseguirono i capitini a colpi di biffiri (grossi fichi), ma a quanto pare il santo era favorevole a lasciarsi portare a Capizzi, infatti tratteneva con sè i biffiri maturi e lasciava rimbalzare sugli inseguitori nicosiani quelli acerbi. In questo luogo che guarda la vallata sottostante fino alle falde del territorio nicosiano i ladri in fuga e il santo si sarebbero fermati a guardare i nicosiani derubati e avrebbero riposato ricevendo aiuto e conforto dai capitini venuti in loro aiuto.

Dal campo sportivo la processione riparte e si appresta a vivere i momenti più sofferti ed emozionanti Le ripide salite nel quartiere dei Casalini. Di fronte alla chiesa di San Leonardo la vara si ferma anche per far riposare i portanti che dovranno affrontare la prosecuzione della salita che li porterà in piazza Miracoli.

Qui per un attimo i portatori si fermano per ricevere la benedizione con la reliquia da parte dell’arciprete don Antonio Cipriano.

Subito dopo la campanella agitata dall’arciprete stesso da inizio al rito dei Miracoli. I portatori si lanciano con impeto e con tutto il peso della vara in avanti contro il muro della casa colpendolo ripetutamente fino ad abbatterlo. Si racconta che prima dell’avvento del Cristianesimo questa casa era un tempio pagano e quando Capizzi si convertì al cristianesimo e scelse San Giacomo come protettore si pensò di abbattere col fercolo del santo durante la festa questo tempio pagano. Questo fatto dovette compiacere tanto il popolo capitino da fargli venire l’idea di ripeterlo ogni anno. Un’altra leggenda afferma che nella casa dove ogni anno sbatte la vara del santo si trovasse un tempio saraceno e che proprio San Giacomo l’abbia distrutto per far trionfare la fede cattolica. Un’altra storia ipotizza l’esistenza di una sinagoga ebraica dove sorge l’attuale chiesa di Sant’Antonio da Padova, in seguito alla cacciata degli ebrei dal territorio dopo la conquista spagnola con la vara si andò ad abbattere la sinagoga per far trionfare il cristianesimo. Un’ultima leggenda, la più attendibile, narra che la vara viene scaraventata contro la casa che fu di Sancho de Heredia, resosi colpevole del trasferimento delle reliquie di San Giacomo da Capizzi a Messina, atto che aveva tolto a Capizzi l’onore di custodirle. Bisogna aggiungere che c’è un’altra credenza quando i colpi inflitti al muro erano dispari e pochi essi venivano considerati di buon auspicio sia per i frutti della terra che per tutto l’andamento generale dell’annata, ma se i colpi erano pari e tanti avrebbero portato calamità e disgrazie.

Terminati i miracoli la processione si dirige verso la chiesa madre dove la vara sosta all’interno. Uscendo dalla chiesa madre la processione si dirige verso la piazza Collare di Ferro girando davanti la chiesa di Sant’Antonio Abate, prosegue in via Vespri per giungere in piazza mercato scendendo di corsa dove si trova il monumento a Padre Pio. Si prosegue verso le Tre Croci. Ritornando in piazza mercato viene eseguito un grandioso spettacolo pirotecnico curato quest’anno dalla Pirotecnica D’Amplo di Mineo.

Terminato lo spettacolo pirotecnico quest’anno si è svolta una sorpresa: l’accensione musicale dell’illuminazione artistica a cura della ditta Novarlux di Novara di Sicilia.

Un’ultima sosta davanti la chiesa di San Sebastiano prima della corsa finale e il rientro nel santuario a conclusione della lunga, faticosa, ma sempre suggestiva ed emozionante processione.

 


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