Caratteristiche dell’IVA ed esempi

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 25 Maggio 2021

L’IVA, ovvero l’Imposta sul Valore Aggiunto, è applicata su tutti i beni e servizi scambiati all’interno del territorio italiano ed è stata introdotta nel nostro Paese nel 1972.

La quasi totalità delle transazioni effettuate dai consumatori finali in Italia, salvo qualche eccezione, è pari al 22 %, ma non solo, perché l’IVA rappresenta anche una delle maggiori entrate tributaria nel bilancio dello Stato.

Caratteristiche dell’IVA

L’IVA è appunto l’imposta sui consumi che è calcolata sull’incremento di valore che un bene o servizio acquistato a ogni singolo passaggio economico (valore aggiunto), iniziando dalla produzione e fino al consumo finale. Le accise, ovvero le tasse di produzione o fornitura che il venditore addebita al cliente, sono come nell’IVA.

Attraverso la detrazione e la rivalsa, l’IVA grava sul consumatore finale mentre per il soggetto passivo d’imposta, ad esempio il professionista o l’imprenditore, l’imposta rimane neutrale.

Il soggetto passivo d’imposta che cede il servizio o il bene, infatti, detrae l’IVA pagata sugli acquisti di forniture, in quanto imprenditore o professionista, dall’imposta addebitata a colui che compra i beni o servizi.

L’Imposta sul Valore Aggiunto è dunque un costo solamente per coloro che non possono detrarla, ovvero i meri consumatori finali. È per questo che parlando di applicazione dell’imposta in questione, è fondamentale distinguere tra consumatore finale che sopporterà l’onere economico e imprenditore o professionista : quest’ultimo è il soggetto passivo d’imposta e per lui questa rimane neutrale.

Un tributo impositivo come l’IVA è dunque tendenzialmente generale in quanto colpisce indistintamente tutti i beni e servizi, ad eccezion fatta di alcune tipologie che sono state esonerate dalla normativa. È trasparente perché agevolmente distinta in ogni singola operazione e avviene a pagamenti frazionati, poiché a ogni passaggio il fisco incassa una parte del tributo totale dovuto.

Esempio di calcolo IVA

Se un commerciante acquista dei beni per un valore di 1.000,00 €, pagherà 1.220,00 € totali incluso il 22 % di Iva, che è pari appunto a 220,00 €. Secondo il calcolo iva, al momento della vendita il consumatore finale dovrà pagare 1.200,00 + 22% di IVA, per un totale di 1.464,00 €.

Il commerciante dovrà versare imposte allo Stato per un totale di 264,00 €-220,00 € = 44,00 €, ossia quanto egli ha ricevuto dal suo cliente finale, al netto della somma versata per acquistare i beni materie prime.

Il commerciante, essendo soggetto passivo d’imposta, detrarrà dunque l’IVA pagata sugli acquisti ed è neutrale rispetto ad essa, avendo ricevuto dal consumatore 264,00 € e avendone versati 220,00 € durante l’acquisto delle materie prime e 44,00 € allo Stato. Significa che in termini di Imposta IVA non ha né guadagnato e né perso nulla.

Il consumatore che usa il bene o servizio per sé, dunque, ferma il ciclo, sopportando il peso dell’IVA senza detrarre nulla.

 


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redazione

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