Celebrato al Comando provinciale di Enna il 207° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri

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Anche quest’anno l’Anniversario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a causa dell’emergenza epidemiologica Covid19 si è svolto in forma ridotta con la deposizione di una corona presso la Caserma “Gallo”, sede del Comando Provinciale, alla presenza del solo Prefetto Matilde Pirrera. Nel corso degli ultimi dodici mesi l’attenzione dell’Arma ennese è stata rivolta ad un attento controllo del territorio finalizzato ad intercettare possibili riprese della attività delittuosa comune e della criminalità organizzata favorite da una pesante crisi economica.

Tutto ciò con il contributo delle ventuno Stazioni Carabinieri operanti nella provincia – una per ciascun comune a cui si aggiunge quella di Villadoro, frazione di Nicosia – affiancate dai servizi di Pronto Intervento, presenti in ogni ora del giorno e della notte in ciascuna delle Compagnie Carabinieri di Enna, Nicosia e Piazza Armerina, nonché dagli organi operativi e investigativi impegnati nelle più complesse attività di polizia giudiziaria.

Quasi tremila – 2.875 per l’esattezza, il 82% della delittuosità denunciata nell’intera provincia – sono stati i reati perseguiti dai militari e ben 1051 quelli scoperti. In ragione di tali attività son state arrestate 137 persone e denunciate 1.546, mentre quasi tremilamila sono state le richieste pervenute alle Centrali Operative delle tre Compagnie per il tramite dell’ormai consolidato NUE 112.

Una particolare attenzione è stata riposta nel contrasto alla criminalità organizzata e alle associazioni dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, tant’è che nel luglio dello scorso anno sono state portate a termine le operazioni Ultra e Ultra bis con l’arresto di cinquantasette persone e la disarticolazione sia della famiglia mafiosa di Barrafranca riconducibile al noto boss Raffaele Bevilacqua che di alcune associazioni dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti aventi quale base operativa proprio Barrafranca. Dagli esiti investigativi dell’Operazione Ultra scaturiva l’iniziativa della Prefettura di Enna mirata a verificare possibili condizionamenti mafiosi in quel Comune che si concludeva recentemente con lo scioglimento e il suo successivo commissariamento. Numerose e divesificate sono state le attività condotte dai reparti del Comando Provinciale al fine di contrastare i diversi fenomeni delittuosi. Oltre alle citate operazioni antimafia del luglio scorso, l’attenzione è stata riposta nel debellare la produzione di sostanze stupefacenti. In tale ambito sono state sequestrate, con il contributo dello Squadrone eliportato “Cacciatori di Sicilia”, oltre 400 piante di marijuana, a dimostrazione della presenza di piantagioni nell’ambito dei territori di Piazza Armerina, Barrafranca e Piatraperzia. Sempre con il supporto dei “Cacciatori” è stato possibile inoltre controllare zone impervie della parte settentrionale della provincia, coincidente con il territorio della Compagnia di Nicosia. In particolare all’interno di aziende agricole e aree rurali è stato possibile intercettare e sequestrare armi detenute illecitamente ma anche individuare – come accaduto a Cerami – allevamenti effettuati

encomi per i carabinieri dell’operazione maglie larghe

in assenza di autorizzazione e comunicazione all’autorità sanitaria competente, omettendo le procedure di tracciabilità e rintracciabilità dei formaggi prodotti. Sono stati anche perseguiti i reati riconducibili al cd codice rosso, tant’è che oltre trenta sono state le persone deferite alla Procura delal Repubblica di Enna poiché ritenute responsabili di violenze domestiche e di genere. Tra queste specifiche attività nel febbraio di quest’anno i militari della Stazione di Piazza Armerina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari nei confronti di un 35enne, ritenuto responsabile del reato di stalking nei confronti dell’ex compagna. L’uomo veniva arrestato poiché aveva ripetutamente violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna. Invece nel settembre dello scorso anno i militari della Compagnia di Piazza Armeria, congiuntamente personale Squadra Mobile della Polizia di stato di Enna traevano in arresto un 30enne per il concorso nell’omicidio dell’avvocato Antonio Giuseppe Bonanno avvenuto a Pietraperzia nel settembre 2016. Nel novembre successivo la Compagnia di Nicosia traeva in arresto quattro persone per estorsione, rapina e sfruttamento della prostituzione. Costoro, attraverso una serie di minacce e intimidazioni nei confronti di un anziano di Troina, erano riusciti a estorcergli svariate somme di denaro per un totale di circa 23.000 euro. Sempre nel mese di novembre del 2020, veniva eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un palermitano ritenuto responsabile della rapina perpetrata ai danni dell’istituto di credito valtellinese di Enna del 13 ottobre precedente. Nel corso delle operazioni, veniva anche recuperata la somma contante di € 7.680,00 verosimile provento del reato.

In occasione di quest’Anniversario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, a sugello dei risultati investigativi riportati nell’operazione “Maglie larghe” il Comandante della Legione “Sicilia”, Generale Rosario Castello, ha inteso tributare un encomio ai militari del Nucleo Investigativo e della Sezione di P.G. presso la Procura della Repubblica di Enna, in particolare ai Lgt. C.S. Vincenzo Squillace, Luca Basilotta, Massimiliano Andolina, Paolo Protopapa, Giuseppe Collura, al Maresciallo Ordinario Jolanta Mancuso e al Brigadiere Giuseppe Mugavero. L’operazione fece luce su un vastisimo giro di truffe nel settore agricolo all’AGEA che portò oltre all’esecuzione di 31 misure cautelari personali, di cui 11 agli arresti domiciliari e 20 di obbligo di presentazione alla P.G., 220 misure cautelari reali (sequestro preventivo per equivalente), con sequestri per un ammontare totale di € 16.418.563,13.

Infine, una particolare attenzione è stata riposta anche nei confronti dei più giovani con le conferenze sulla legalità tenute da Ufficiali dell’Arma a distanza utilizzando lo strumento informatico per via dei provvedimenti anticovid, nel corso delle quali si è parlato di devianze, dell’utilizzo di sostanze stupefacenti, del bullismo e del cyberbullismo.

 


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