Cerami, il 25 agosto torna la sagra del “Pipi Ciramisi”

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Sabato 25 Agosto a Cerami  si rinnova l’appuntamento con la tradizionale Sagra dei prodotti tipici locali:   u “Pipi Ciramisi” e  il “Cavatìeddu Atturratu”.

La Manifestazione, a cura di diverse associazioni culturali, sportive e di volontariato, attive nel paese nebroideo e patrocinato dal Comune, si svolgerà a partire dalle ore 18 nel centrale corso Roma.

Oltre alla degustazione dei prodotti tipici ceramesi, la manifestazione sarà arricchita da giochi per bambini e ragazzi, dall’esposizione di artisti locali, da mostre fotografiche e da stand dove sarà possibile acquistare prodotti vari anche dei paesi viciniori.

PROGRAMMA

18.00:  Saluti istituzionali e inaugurazione ufficiale degli stand e delle esposizioni. Seguirà l’apertura della mostra fotografica “Cerami: Tracce di un Passato Presente” a cura dell’ ASP “Sciatu Miu”.

18.30: “Happyland”. Giochi organizzati dall’ ASD “Viola”.

20.00: Banda itinerante “G.Verdi”.

20.30: Degustazione di “Pipi Ceramesi e Cavatìeddi”.

U Pipi Ciramisi”, dolce o piccante, ha la forma di un corno lungo dai 10 ai 15 cm e colore verde scuro con venature nere.
La semina avviene all’inizio del mese di marzo. Le sementi, ricavate dal Pipi essiccato al sole e conservato in luoghi bui e arieggiati, dopo essere estratte, vengono seminate in piccoli semenzai, per essere poi trapiantati nei campi quando nasce la seconda foglia.

Questo caratteristico PEPERONE richiede abbondante acqua, l’innaffiatura avviene infatti ogni due o tre giorni e l’acqua viene fatta passare in solchi lunghi e stretti che corrono lungo le piante e che garantiscono loro un terreno sempre fresco. La pianta è alta dai 40 ai 50 cm, il frutto cresce immediatamente sotto le foglie ed è raccolto nel periodo estivo.
L’ortaggio è depurativo e diuretico. Ha pochissime calorie (23 Kcal ogni 100 gr), perché costituito in larga parte da acqua (90% circa) ed è ricco di vitamina C, ottimo antiossidante e rassodante. Da non trascurare l’apporto di sali minerali, soprattutto potassio.
In genere viene cotto sulla brace e, privato della pellicola che lo ricopre, è condito con la semplice aggiunta di sale e olio. Viene consigliata anche la cottura in padella, con o senza altri ortaggi di stagione, la preparazione di creme con cui condire pasta, pane o carni. Ottimo anche consumato crudo, tagliato a strisce sottili e privato dei semi e dei filamenti interni.         Se fatto maturare, il peperone assume il colore rosso.
Nella stagione invernale, nelle giornate fredde e nevose i contadini per riscaldarsi preparano, appena svegli, una zuppa , “u pipi”, con peperone rosso piccante essiccato, acqua, olive nere e uovo, in cui si intinge il pane duro o abbrustolito.

E’ ottimo, come stuzzichino anche durante gli aperitivi.

“U Cavatìeddu” è un biscotto casalingo, simile al savoiardo, realizzato con zucchero, uova e farina, la cui ricetta si tramanda di generazione in generazione tra le famiglie ceramesi. Cotto in forni a legna, ha una forma ovale e una lunghezza che varia dagli 8 ai 12 cm. Nelle fredde giornate invernali, viene consumato caldo, appena sfornato, ma è ottimo anche inzuppato nel latte o nel tè o imbevuto in bicchieri di buon vino rosso.
Il “cavatìeddu”, una volta indurito, viene nobilitato e caratterizzato in modo inconfondibile dal cosiddetto “Atturru”, trito di mandorle precedentemente abbrustolite o, in dialetto, “atturrate”, zucchero e cannella, con cui, il biscotto, precedentemente intinto in acqua calda e zuccherata, viene cosparso. Come risulta evidente dagli ingredienti che lo compongono, si tratta di un prodotto alimentare assai semplice, povero e popolare. Povero perché nasce dalla valorizzazione di ingredienti tradizionali, base della cucina locale e contadina e facilmente reperibili, e popolare perché da generazioni è immancabile, in occasione di feste e di importanti ricorrenze, la presenza del dolce nelle tavole dei ceramesi.

 


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