Conte al Senato per la fiducia  

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Il premier a Palazzo Madama. Il sostegno al governo oscilla tra 154 e 156 voti

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(Adnkronos)

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato per le comunicazioni relative alla crisi di governo. Il premier, dopo la fiducia ottenuta alla Camera con 321 voti a favore, si presenta a Palazzo Madama nell’appuntamento chiave della crisi. L’esecutivo è uscito ieri dalla Camera con 321 sì, 259 no e 27 astenuti sulla risoluzione di maggioranza presentata sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.
Al Senato la maggioranza assoluta di 161 voti appare fuori portata. Il sostegno al governo oscilla tra 154 e 156 voti, senza grandi progressi da domenica.


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“Quando un paese soffre è più unito”. Con la pandemia “il senso di comunità si è risvegliato, si sono rafforzate le ragioni del nostro stare insieme, abbiamo elevato il tenore della nostra alleanza”, ha detto il premier nel suo intervento in Aula, sottolineando che è “molto complicato governare con chi dissemina mine”. Con chi “ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo: è davvero difficile governare in queste condizioni”.

Tra le “discriminanti fondamentali” che hanno portato a un governo fondato su “un’alleanza tra formazioni politiche provenienti da storie, esperienze, culture di differente estrazione, che per giunta in passato si erano anche contrapposte delle volte anche in maniera aspra”, c’è “il convinto ancoraggio ai valori costituzionali, cito solo il primato della persona, lavoro, uguaglianza formale e sostanziale, tutela dell’ambiente”. La seconda discriminante fondamentale, indicata dal presidente del Consiglio, “è la solida vocazione europeista del nostro Paese, in modo da consentire all’Italia di tornare protagonista nello scenario europeo e contribuire a fare recuperare alla medesima all’Unione europea il ruolo di la leadership che le spetta nel contesto geo-politico internazionale”.

Recovery – “Sento crescere la critica, anche ieri alla Camera, sul fatto che le opere sono bloccate da due mesi per mancanza di commissari. Non è vero, a parte che la lista dei commissari è pronta, le opere sono state bloccate perché abbiamo applicato l’articolo 2 del Dl semplificazioni che dà poteri speciali ai commissari”, ha detto Conte.

Ristori – Con le parole pronunciate ieri, in Aula alla Camera, “non intendevo dire che i ristori sono sufficienti a compensare le perdite subite”, puntualizza il premier.




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