Conte prende tempo, pontieri al lavoro in vista relazione Bonafede 

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Trattativa su ‘responsabili’ in stallo, pressing Pd sul premier

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(Fotogramma)
(Adnkronos)


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I pontieri ‘contiani’ stanno lavorando per evitare lo showdown sulla relazione Bonafede, la prossima settimana. Non c’è nessuna intenzione di andare incontro a una nuova roulette russa, forse più pericolosa della fiducia incassata qualche giorno fa, spiegano fonti della maggioranza che raccontano un Giuseppe Conte aperto tutt’ora a ogni soluzione, anche a quella del voto, se proprio tutto dovesse andare male. Insomma, il premier si tiene aperte più strade (continua infatti il corteggiamento degli scontenti di Fi e Italia Viva), ma prima dell’appuntamento di mercoledì alla Camera per la relazione del Guardasigilli non dovrebbe salire al Colle per avviare le pratiche di un Conte ter.

Ed è proprio Andrea Orlando, numero due del Pd, a confermarlo (”non mi risulta e tenderei ad escluderlo”), sottolineando però la necessità che il Guardasigilli faccia nella “sua relazione un’apertura sul tema della giustizia” a chi gli chiede un confronto e chiaro segnale di discontinuità e cambiamento. Per il vicesegretario Dem che ribadisce il no a un ‘ritorno’ di Italia Viva non si può fare a meno dell’attuale presidente del Consiglio: ”Il punto è semplice e tutto politico, il crollo di Conte rischia di essere la fine di questa maggioranza e la fine di una alleanza che rappresenta l’unica alternativa al campo sovranista”. Orlando, quindi, chiede di andare avanti con l’avvocato del popolo, altrimenti si va dritto al voto (”resta una strada necessitata, in mancanza di altre soluzioni”), perché non ci sarebbero le condizioni politiche per un nuovo governo senza Conte o un esecutivo di unità nazionale (”le larghe intese non sono praticabili”). Sulla stessa linea Luigi Di Maio, oggi nella sua città natale di Pomigliano D’Arco, che, con questo andazzo, vede il rischio concreto di andare presto alle urne.

Anche Silvio Berlusconi vede avvicinarsi il voto. E lo dice espressamente in un passaggio della lunga nota diffusa a metà pomeriggio per smentire ‘soccorsi’ al Conte ter o coalizione Ursula senza Lega-Fdi: ”Noi avevamo avanzato la proposta di un governo di unità nazionale, ma è stata subito esclusa dal Pd e da M5S: è chiaro che questo rifiuto avvicina il ricorso alle elezioni anticipate”.

Il Cav si fa sentire pure per smentire nuove ‘defezioni azzurre’: “La caccia a qualche senatore dentro Fi è destinata a restare infruttuosa”. Ma il pressing sugli azzurri continua, eccome. Resta il problema che ora come ora convincere qualcuno ad lasciare arma e bagagli un partito non è così facile: serve offrire ‘garanzie’ sul futuro sicuramente, ma anche una prospettiva politica che non sia semplicemente offrire una temporanea ‘stampella’.

E l’ipotesi di uno slittamento a giovedì della relazione Bonafede al Senato è vero che garantirebbe un giorno di vita in più al governo ma non cambierebbe di fatto quasi nulla. Uno dei papabili ‘responsabili’ di Fi dice, infatti, a mezza bocca: ”Che la relazioni slitti di un giorno è relativo. La sensazione è che Conte stia privilegiando trattative personali e non fa ragionamenti ad ampio respiro. Così rischia solo di tirare a campare e avrà vita breve…”.



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