Contratto metalmeccanici, c'è l'intesa: 112 euro in busta paga  

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ARTICOLO PUBBLICATO IL 5 Febbraio 2021


L’accordo per il rinnovo dopo 15 mesi di trattative e uno sciopero generale delle tute blu

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(Fotogramma)
(Adnkronos)

Rinnovo contratto metalmeccanici, accordo raggiunto. In busta paga andranno a regime aumenti di 112 euro sui minimi. La durata sarà allungata, poi, di oltre 1 anno fino al giugno 2024. L’intesa tra Federmeccanica, Assistal e Fim Fiom Uilm, che riguarda 1,6 milioni di tute blu, è stata trovata dopo 15 mesi di trattative e uno sciopero generale di categoria.


Confermati anche i 200 euro l’anno di flexible benefit, mentre l’aumento salariale sarà diluito in 4 tranche a partire dal prossimo giugno : la prima di 25 euro; la seconda a giugno 2022 di altri 25 euro; la terza a giugno 2023, di circa 27 euro e l’ultima a giugno 2024 pari a 35 euro. A siglare l’intesa, che ora dovrà essere ‘bollinata’ dai lavoratori, i leader di Fim Fiom Uilm, Roberto Benaglia, Francesca Re David e Rococ Palombella e il presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz, il direttore generale, Stefano Franchi, e il presidente Assistal, Angelo Carlini.

Nel piatto del rinnovo anche l’innalzamento del contributo aziendale al fondo Cometa al 2,2% dal 2022 per gli under 35 e un’importante e “storica” riforma dell’inquadramento fermo al 1973 con l’eliminazione del primo livello. Previsto il rafforzamento delle relazioni industriali, dei diritti di informazione confronto e partecipazione; della formazione e in particolare del diritto soggettivo. Si introduce anche la clausola sociale sugli appalti pubblici, un testo “molto significativo” sulla violenza di genere e norme relative allo smart working.

I SINDACATI – “La firma dell’ipotesi del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è un grande risultato per le lavoratrici, i lavoratori e per tutto il Paese. È un investimento sul lavoro di qualità e sul futuro del sistema industriale dell’Italia”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini commenta l’accordo sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. “Gli importanti aumenti dei minimi contrattuali salariali , la revisione dell’inquadramento professionale, il rafforzamento del sistema delle relazioni sindacali, del diritto alla formazione, alla salute e alla sicurezza, del contrasto alla violenza contro le donne e della clausola sociale sugli appalti pubblici, rafforzano e qualificano il ruolo del contratto nazionale del lavoro”, aggiunge ringraziando la Fiom per il lavoro svolto. “Ora la parola passa ai metalmeccanici che con il loro voto sono chiamati a validare questo bel contratto”.

“È sicuramente una notizia molto positiva per tutto il nostro sistema manifatturiero ed un segnale di fiducia in un momento così difficile per la vita del Paese, la firma del nuovo contratto dei metalmeccanici” sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Va dato atto alle nostre categorie ed a Federmeccanica di aver concluso con senso di responsabilità un negoziato molto difficile e complesso”, spiega ribadendo come il contratto sia “molto innovativo e moderno”, tuteli le retribuzioni, rafforzi le relazioni industriali , aumenti i benefici del welfare contrattuale, le nuove garanzie su salute e sicurezza sul lavoro, lo smart-working, il contrasto ad ogni forma di discriminazione e violenza di genere”.

“Il rinnovo è sempre un fatto importante” dice il leader Fim, Roberto Benagalia “soprattutto ora nel corso di una pandemia e in un momento in cui il Paese è senza governo”. “Oggi i metalmeccanici fanno la storia rinnovando il miglior contratto degli ultimi anni” fa notare Rocco Palombella, Segretario generale Uilm. “Con l’intesa finalmente raggiunta abbiamo ottenuto 112 euro di incremento salariale dal 2021 al giugno del 2024 in linea con le nostre aspettative”.

FEDERMECCANICA – “La nostra volontà è sempre stata chiara: fare il contratto. Dopo un confronto serrato ma costruttivo abbiamo trovato la chiave per un rinnovo che rispettasse le due condizioni per noi imprescindibili: continuità e sostenibilità. In continuità con lo spirito riformatore avviato nel 2016 col Rinnovamento contrattuale e sostenibile dal punto di vista economico”. Così il presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz commenta l’intesa raggiunta in serata con Fim Fiom e Uilm sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici che prevede un aumento a regime di 112 euro al V livello, lo slittamento al 2024 della vigenza contrattuale ma soprattutto la riforma dell’inquadramento ferma dal 1973.

Nove i livelli di inquadramento previsti con la riforma che rivoluziona le competenze all’interno delle aziende, ricompresi in quattro campi di responsabilità di ruolo. Previsti anche sei criteri di professionalità: autonomia-responsabilità gerarchico funzionale, competenza tecnico-specifica, competenze trasversali, polivalenza, polifunzionalità, miglioramento continuo ed innovazione correlati ai nuovi sistemi integrati di gestione.

L’accordo punta anche su una “buona formazione” compresa l’alfabetizzazione digitale e intende promuovere, si legge nella sintesi dell’accordo, la cultura della sicurezza attraverso i break formativi e la condivisione di esperienze virtuose e la messa a fattor comune delle buone pratiche.

La riforma dell’inquadramento, sottolinea il presidente di Federmeccanica Alberto dal Poz, è l’elemento più importante del rinnovo del contratto dei metalmeccanici siglato oggi con Fim Fiom e Uilm. “Tutto questo è stato possibile ottenerlo grazie alla riforma dell’Inquadramento che Federmeccanica e Assistal hanno messo al centro della trattativa con la Proposta del 26 novembre scorso”.

“Nessuno scambio” dunque tra aumento salariale e inquadramento ma solo “la conferma del sistema di garanzia introdotto con il Contratto del 2016, e frutto dell’introduzione di elementi di qualità nel tessuto contrattuale attraverso la riforma dell’Inquadramento. Un investimento per il futuro”, conclude. Federmeccanica e Assistal presenteranno l’ipotesi d’accordo ai rispettivi organismi direttivi nei prossimi giorni.

ASSISTAL – “Siamo molto soddisfatti del grande risultato raggiunto dopo mesi di trattative, affrontate con un grande senso di responsabilità dalle imprese che hanno fatto uno sforzo comune per andare incontro alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali”. Ad affermarlo in una nota è Angelo Carlini, presidente di Assistal, l’Associazione Nazionale che rappresenta i Costruttori di Impianti, dei Servizi di Efficienza Energetica – ESCo e Facility Management, aderente a Confindustria. Il contratto, sottolinea, “della Installazione di impianti e dell’Industria Metalmeccanica che abbiamo appena sottoscritto insieme a Federmeccanica e Fim, Fiom e Uilm, rappresenta da un lato il consolidamento di tutti quegli elementi positivi emersi dal rinnovo del 2016, quali le relazioni industriali, la formazione obbligatoria e la salute e sicurezza sul lavoro, e dall’altro l’introduzione di elementi di novità rilevanti a partire da una nuova concezione dell’inquadramento professionale che va a sostituire il modello introdotto nel 1973”.

Con la sottoscrizione del documento comune, rileva Carlini, “da parte di Assistal e Fim, Fiom e Uilm, abbiamo definitivamente chiarito un tema essenziale per il nostro comparto, che vive un mercato costituito quasi esclusivamente da contratti di appalto pubblici e privati. È stata fatta chiarezza sul concetto di ‘Contratto di categoria’ sottoscritto dalle associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale. Vale a dire, l’univoco riferimento al contratto che deve essere applicato nelle gare aventi ad oggetto i settori rappresentati da Assistal”.

Molto spesso, infatti, aggiunge, “in gare con oggetto le attività del nostro perimetro, talune imprese partecipanti applicano contratti diversi dal nostro, riferibili ad altri specifici settori ma non all’impiantistico o ai servizi energetici, al solo fine di applicare condizioni economiche e normative inferiori rispetto alle previsioni del contratto oggi rinnovato, mettendo la parola fine al sopra descritto fenomeno dannoso per imprese e lavoratori. Il Ccnl appena sottoscritto è il Contratto di riferimento che deve essere assunto dai soggetti committenti, come tra l’altro previsto dal Codice dei Contratti Pubblici e dalle leggi in materia nelle gare di appalto pubbliche e private”.



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