Coro Passio Hennensis e banda Città di Enna restituiscono alla città un pezzo di tradizione

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Una folla straripante ha gremito domenica scorsa il Duomo di Enna per il concerto di apertura dei riti della Settimana santa ennese, organizzato dal Collegio dei rettori delle confraternite assieme al Comune di Enna. “Un appuntamento che noi ennesi, confrati e fedeli, aspettiamo tutto l’anno – ha detto Ferdinando Scillia, presidente del Collegio – questo non è un concerto, ma è il concerto. Musiche e testi ci portano dritti al cuore della passione, morte e resurrezione di Cristo”.

Il Coro Passio Hennensis diretto da Giovanna Fussone e il corpo bandistico Città di Enna diretto da Luigi Botte, arricchiti per l’occasione dall’orchestra d’archi Vincenzo Bellini diretta da Pier Paolo Maccarrone, hanno restituito un importante pezzo di tradizione alla città: il brano “Sutta la cruci”, recuperato, trascritto e armonizzato dal musicologo Angelo Cacciato, è tornato a risuonare a Enna dopo un secolo.

Il testo, ripreso dalla viva voce di donna Provvidenza Giannotta (ultraottantenne negli anni Settanta), è una lamentanza in lingua siciliana che veniva cantata dagli zolfatari e dai minatori ennesi al passaggio delle vare durante la processione del venerdì santo fino al 1920, stando alle testimonianze raccolte. Un frammento della registrazione della voce dell’anziana è stato riprodotto per il numeroso pubblico presente e mentre veniva eseguito il brano – arrangiato da Marco Monitto – è stato proiettato un video artistico del videomaker Simone Scarpello con immagini di antiche processioni, volto degli antichi cantori e foto di minatori.

Il brano è stato simbolicamente restituito alla città di Enna attraverso la consegna ufficiale di una pergamena al primo cittadino, rappresentato per l’occasione da Francesco Colianni, assessore comunale agli Eventi che visibilmente commosso, ha riconosciuto pubblicamente l’alto valore del lavoro di ricerca svolto.

In lingua siciliana anche il canto La matri santa si misi in caminu, scritto da Cacciato, “il mio personale omaggio alla mia città d’origine”, ha spiegato il musicologo che da anni vive e lavora a Roma. “Nei diversi testi da me raccolti negli anni Settanta dagli anziani di Enna per la mia testi di laurea – ha raccontato – ho trovato una genuina fede popolare espressa attraverso melismi gregoriani, sonorità ispaniche, che trovano entrambi radice nella liturgia ebraica. I nostri avi, insomma, cantavano quelle stesse melodie cantate da Gesù Cristo”.

Una fiumana di fedeli, appassionati di musica, autorità civili e religiose ha accolto il passo della banda che ha aperto il concerto eseguendo la marcia A mio padre di Paolo Di Dio in processione lungo le navate della chiesa. Una volta raggiunta dall’orchestra d’archi, il corpo bandistico ha eseguito il brano Lagrimando (dello stesso Di Dio). Il coro si è unito alle formazioni per Processione del Venerdì santo (altro brano della tradizione ennese raccolto da Cacciato e presentato lo scorso anno), poi il Benedictus e il Dies Irae di Jenkins, le marce Ai caduti di Cassino, A mia madre (entrambe di Paolo Di Dio), Sulla tomba di mia madre (di Amedeo Vella), il Magnificat di Marco Frisina. Nel bis, Inneggiamo di Pietro Mascagni.

Attenzione e compostezza della platea hanno accompagnato l’intera esecuzione. Calorosi applausi sono stati tributati ai 50 piccoli coristi dell’istituto comprensivo Santa Chiara di Enna, con a capo Maria Concetta Messina, che hanno cantato Gloria tibi Domine di Greg Gilpin, tenendosi per mano e alzandole verso l’alto nell’ultimo ritornello. Imponente lo schieramento di artisti che ha raggiunto le 200 unità e che è frutto di un lungo e meticoloso lavoro di aggregazione, studio, sinergia che ha risposto alla direzione artistica di Giovanna Fussone.

Nel cuore dello spettacolo l’attrice Lorenza Denaro, scelta per presentare la serata, ha interpretato uno stralcio di “Interrogatorio a Maria”, la celebre lauda di Giovanni Testori: “Mio figlio è qui – ha recitato con trasporto – sul Golgota che avete preparato. Si ripete anche qui, figli miei tutti. Vien preso, vien sputato, vien ferito, assassinato”.

Tanti i giovani presenti nel coro e nella banda, molti dei quali allievi del Liceo musicale dell’istituto Napoleone Colajanni di Enna diretto da Maria Silvia Messina. Tra i professionisti della formazione, il soprano Katia Giuffrida (vocal coach del coro), il pianista Vincenzo Indovino, il violinista Samuele Cascino e il violista Andrea Alessi.

Il coro Passio Hennensis domenica delle palme si ritroverà protagonista per la prima volta – accanto alla banda – dell’incontro tra i simulacri dell’Ecce Homo e della Madonna Addolorata in via Mercato Sant’Antonio: qui verrà cantato Sento l’amaro pianto, musica attribuita a Giacomo Tirabassi su testo di Pietro Metastasio.

 


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