Coronavirus. ConfProfessioni Sicilia scrive a Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana

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L’emergenza coronavirus, dopo 54 giorni di lockdown ha messo in ginocchio il mondo economico ed in particolar modo il settore delle professioni. A sollevare il grido d’allarme è ConfProfessioni Sicilia, la più importante organizzazione di rappresentanza delle libere professioni.

In redazione ci è pervenuta una lettera aperta, inviataci dal dottor Salvo Burrafato delegato per la formazione di ConfProfessioni Sicilia, la missiva, che pubblichiamo integralmente è rivolta al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Le disposizioni introdotte dal Decreto-legge n. 18/2020 in materia di ammortizzatori sociali, hanno sollevato sin da subito incertezze tra i professionisti che governano quotidianamente gli adempimenti in materia di lavoro.

Le modalità di erogazione dei sostegni al reddito si sono rivelate, nonostante le buone intenzioni, eccessivamente farraginose poiché risulta evidente che l’iter di concessione degli aiuti di Stato, soprattutto in questo frangente, non può assolutamente essere dominato dalla burocrazia, né articolarsi in indecifrabili passaggi tecnico/burocratici coinvolgendo innumerevoli attori per superflui controlli di merito.

Pur cogliendo le difficoltà che derivano dall’implementazione della procedura della CIGD anche sul piano organizzativo, le notizie che abbiamo letto sugli organi di stampa ci hanno lasciato comunque del tutto esterrefatti e amareggiati.

I lavoratori Siciliani, On.le Presidente, hanno atteso pazientemente che le disfunzioni, anche sul piano tecnico, si risolvessero; hanno atteso nonostante le performance dei nostri uffici Regionali, in termini di tempo per evasione delle pratiche, fossero comparativamente inferiori rispetto alla stragrande maggioranze delle Regioni Italiane.

Oggi, nel rispetto delle migliaia di lavoratori siciliani ancora pazientemente in attesa, non è assolutamente accettabile sentir discutere di accordi per il riconoscimento di bonus o incentivi tesi a velocizzare l’iter di lavorazione delle pratiche da parte dei dipendenti della Regione da Lei, autorevolmente rappresentata.

Confprofessioni, essendo la più importante organizzazione di rappresentanza delle libere professioni, firmataria del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali, è ben felice di riconoscere la necessità di tutela dei diritti dei lavoratori ma a fronte della straordinaria pazienza dimostrata da essi, e dalle imprese siciliane, è legittimo attendersi un “ordinario” sacrificio da parte di tutto il personale dipendente della Regione Siciliana, poiché l’efficacia degli aiuti, come osservato da più parti, è assolutamente condizionata dalla tempestività con la quale gli stessi si realizzano, in termini di liquidità, a favore dei richiedenti.

La CIG in deroga, come da Lei stesso asserito, rappresenta un valore primario per fronteggiare la drammatica crisi reddituale in capo ai lavoratori, spesso privati di tutele fondamentali. Ad oggi, come Lei ben sa, l’aiuto finanziario si è concretizzato solo per una sparuta minoranza di richiedenti. In Sicilia la platea dei richiedenti della CIG in deroga, è di circa 150.000 unità, (su un totale di 37.000 aziende) e ad oggi parrebbe che l’Assessorato Regionale abbia trasmesso all’INPS circa 5.000 domande decretate (il 3% dei richiedenti) e che l’INPS ne abbia di queste autorizzate circa 4.000. Duole sottolineare che i lavoratori siciliani che hanno percepito il beneficio sono meno di 600, ovvero solo lo 0.37% dell’intera platea dei richiedenti.

A fronte delle prevedibili difficoltà degli apparati amministrativi, Confprofessioni Sicilia, ha proposto modelli tecnico procedurali tesi a semplificare le procedure e assicurare un tempestivo supporto reddituale. La procedura autorizzatoria, come ormai noto, è in gran parte affidata alle Regioni sulle cui spalle si sono riversati (prevedibili e preannunciati) gravi oneri di gestione. Confprofessioni Sicilia ha proposto, in seno alla V commissione Cultura Formazione e Lavoro, che i decreti di concessione del beneficio (adottati dalla Regione Sicilia e trasmessi all’Inps per l’erogazione materiale del contributo co. 4 art. 22 d.l. n. 18/2020) venissero emanati dalla Regione sulla base della domanda avanzata dall’interessato riservando, ad un momento successivo, gli eventuali controlli di merito.

La procedura, al fine di evitare i “colli di bottiglia” a più riprese denunciati dagli organi di stampa, secondo Confprofessioni Sicilia avrebbe dovuto fondarsi sull’automatismo tra richiesta e decreto autorizzatorio.

Confidando che il nostro impegno possa essere utile nell’orientare le decisioni di politica pubblica della Sua Amministrazione, Le confermiamo la nostra totale disponibilità a qualsiasi ulteriore momento di approfondimento e confronto; siamo pronti a fornirLe tutto il supporto tecnico necessario garantendoLe, sin da subito, che non chiederemo, a fronte di ciò, alcun bonus o incentivo. In fondo noi rappresentiamo “gli autonomi”, per definizione professionisti “liberi” di lavorare, anche in caso di pandemia, sabato e domenica per garantire che le pratiche, anche in riferimento alla CIG in deroga, giungessero “cronologicamente”, in modo rapido e veloce, affinché venissero poi lavorate, purtroppo, con evidente “distensione” e “serenità” da parte dei dirigenti della Regione.

In questo drammatico momento, On.le Presidente, affinché lavoratori, famiglie e imprenditori siciliani non piombino nella più tragica solitudine e disperazione, e quindi facile preda di incresciose dinamiche malavitose, Le chiediamo ascolto, Le chiediamo di mettere in campo misure anti-complicazione, tempestive, inedite, anticicliche e coraggiose che sorreggano, liberi professionisti, imprese e lavoratori, ad affrontare la pandemia, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche economico”.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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