Coronavirus. Insegnante di una scuola di Nicosia: “E’ tempo di bilanci e io voglio dire la mia! No alla didattica a distanza”

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Ci è giunta in redazione una riflessione scritta da un’insegnante, la maestra Giusi Blando in servizio presso il Secondo Circolo Didattico “San Felice” di Nicosia, che riguarda la didattica a distanza adottata in Italia durante i mesi di emergenza coronavirus.

“L’anno scolastico si avvia alla conclusione e vorrei far conoscere il mio pensiero ai tanti che come me, hanno vissuto il disagio di una didattica a distanza.

Mi voglio rivolgere ai colleghi per un momento di riflessione,  ma non solo a loro, anche ai genitori, all’Assessore all’Istruzione, al Sindaco e a tutti colori che  mostrano sensibilità e che hanno a cuore il valore della scuola, affinchè, a settembre, con l’impegno di tutti, si possa rientrare a scuola in presenza.

Nonostante il distanziamento sociale, la tecnologia ci ha consentito il continuo confronto e fra le varie questioni, ovviamente, abbiamo anche affrontato le modalità di rientro a scuola a settembre. 

Una fra le tante ipotesi fantasiose pensate da chi non ha minimamente idea della fascia di età relativa alla scuola dell’Infanzia  e Primaria che ci riguarda, proposte dalla nostra Ministra Azzolina è la modalità di didattica mista: “un po’ in classe, un po’ a casa dietro  un PC”. PREFERISCO  NON COMMENTARE!!!!

La DAD è entrata prepotentemente nella nostra vita senza chiederci se eravamo in grado, se avevamo i mezzi, se la condividevamo. Ma abbiamo compreso; eravamo in emergenza, i provvedimenti presi dal governo erano stati necessari per garantire la salute di tutti e ci siamo adeguati. Dovevamo assolutamente fare da collante fra scuola e famiglia e continuare a realizzare la nostra programmazione; ovviamente lo abbiamo fatto!

Siamo stati bravi, alcuni più di altri, ma tutti abbiamo cercato di fare il meglio di ciò che sapevamo fare. Ma questo non è il momento di autocelebrarci per dire quanto siamo stati bravi:

QUESTO E’ IL MOMENTO DI DIRE NO

In questo periodo di Coronavirus, molto spesso,  noi insegnanti siamo stati sarcasticamente presi di mira dai tanti che ci hanno ritenuto in vacanza. Noi dobbiamo fortemente sradicare questa convinzione, dobbiamo dire a voce alta che noi insegnanti vogliamo tornare a scuola quanto prima, perché crediamo fermamente in una didattica efficace, ma realizzabile solo in presenza; crediamo fermamente alla scuola  come luogo di crescita umana e culturale,.

 QUESTO E’ IL MOMENTO DI DIRE NO alla DAD, questa modalità di insegnamento che è entrata nella case di tutti noi, togliendo spazio, sottraendo privacy, facendo sparire il consueto orario di lavoro e considerandoci al lavoro tutto il giorno e spesso anche la sera e la notte. Sono sparite le domeniche, le festività e i giorni liberi. A tutte le ore arrivavano richieste di aiuto, di chiarimenti circa le attività da svolgere, da parte di alunni e genitori; a tutte le ore notifiche continue di compiti in arrivo; a tutte le ore compiti da correggere; a tutte le ore contatti con i genitori che chiedevano di essere rassicurati “Tutto andrà bene”; a tutte le ore il tentativo di mettersi in contatto con gli alunni perché la connessione non ci chiede quando ne abbiamo necessità: quindi spesso assenza di connessione o pessima qualità.

QUESTO è IL MOMENTO DI DIRE NO con fermezza a tutto ciò, non solo per i disagi creati dalla DAD, ma perché questa didattica non ci soddisfa, è riduttiva, svilente e non misurabile nell’efficacia. Infatti i nostri tentativi di verifica spesso vengono vanificati dall’influenza dei familiari.

Io sono una maestra che come tanti insegnanti ha visto crescere moltissimi bambini; siamo stati testimoni dei loro progressi, a volte lenti, a volte più immediati, ma sempre garantiti, ognuno secondo i propri tempi; tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno dei nostri piccoli studenti, ma grazie anche al prezioso intervento di noi docenti che abbiamo saputo trasmettere insegnamenti in modo divertente, accattivante, a volte  noioso, perché no, ma sempre con estrema professionalità;  insegnamenti efficaci perché in presenza.

Se così non sarà,

  • Come potremo insegnare ai bambini ad impugnare correttamente una matita?
  • Come potremo insegnar loro che lo spazio del foglio non è uno spazio aperto da riempire a nostro piacimento, ma uno spazio organizzato e che righe e quadretti hanno la funzione di contenere ordinatamente cifre e lettere? (mesi di duro lavoro!)
  • Come potremo camminare avanti e indietro sulla linea dei numeri per insegnar loro addizioni e sottrazioni?
  • Come potremo giocare a soldatini per insegnar loro gli schieramenti?
  • Come potremo effettuare percorsi per insegnar loro a orientarsi?
  • Come potremo giocare a battaglia navale per insegnar loro l’uso delle coordinate?
  • Come potremo disegnare la PIANTA della nostra aula  per avviare il concetto di riduzione e  ..?
  • Come potremo realizzare semine, esperimenti, manipolazioni di vario genere…..?

Potrei  continuare all’infinito per descrivere i numerosi momenti di didattica laboratoriale che non verrebbero più garantiti con questo sistema misto fra presenza e DAD. Sarebbe solo affanno e corsa concitata per portare a termine quanto programmato in modo sterile e poco efficace. Non potremo concedere tempo agli alunni che lo richiederanno, saremo costretti ad ignorare i loro visi smarriti o le loro manine alzate quando non capiranno; insomma senza voler essere catastrofista andremo certamente verso un impoverimento umano e cultuale a danno degli alunni.

Non voglio fare un trattato sociologico né psicologico, non ne sarei capace; ma sicuramente sono fermamente convinta che la scuola è il primo luogo dove impari il senso della legalità, dove esistono regole, che se violi vieni sanzionato. La scuola spesso si sostituisce alla famiglia; infatti frequentemente è a scuola che il bambino di oggi, tiranno a casa, impara l’importanza del diniego “NO, QUESTO NON PUOI  FARLO, QUESTA AZIONE DANNEGGIA GLI ALTRI…..”

La scuola è luogo di confronto dove impari a rispettare e pretendi di esser rispettato con la tutela dell’adulto sempre al tuo fianco. La scuola è educazione all’affettività dove impari che siamo tutti diversi, ma tutti egualmente meritevoli di amore, rispetto e opportunità.

Se tutto ciò non verrà garantito  creerà immense voragini mai più sanabili.

QUESTO E’ IL MOMENTO DI DIRE NO  ALLA DAD anche per le lacerazioni nei rapporti familiari che questo pratica ha causato: madri, padri, nonni…nel ruolo di insegnanti molto spesso rifiutato dai bambini che in questa doppia veste hanno intravisto il tradimento del ruolo parentale.  Personalmente ho potuto verificare che parecchi alunni, eccellenti nella didattica in presenza, hanno avuto una regressione proprio a causa del fatto che sono diventati opponenti alla didattica a distanza proposta dai familiari: netti rifiuti  a lavorare, isteria frequente, nervosismi e reazioni brusche…… I familiari,  per lo più genitori che si sono sostituiti a noi, sono stati apprezzabili e preziosi, le mamme in particolare in prima linea, pronte ad affiancare i propri figli, ma a volte o forse spesso, giustamente, “sull’orlo di una crisi di nervi”; insomma sono stati messi a dura prova e di questo le istituzioni ne devono prendere atto. Oggi più che mai la scuola è un servizio che consente ai genitori di poter affrontare una vita lavorativa in totale serenità, infatti hanno la certezza che i loro figli si trovano nel luogo giusto: un luogo che li tutela, che li educa , che si occupa della loro alfabetizzazione. Tutto ciò non può essere tolto alle famiglie, creerebbe un dissesto sociale elevatissimo: chi si occuperebbe dei bambini a casa?  Chi gestirebbe i numerosi collegamenti? E poi….non abbiamo sempre demonizzato le numerose ore davanti allo schermo considerando quest’ultimo dannoso per la salute?

E ancora… come non parlare della DAD  per i bambini con disturbo di apprendimento o con grave handicap! In entrambi i casi la DAD fallisce. Nel primo caso, il bambino con disturbi di apprendimento, non avendo più il supporto costante dell’insegnante che normalmente lo affianca per sostenerlo e incoraggiarlo, ed essendo affidato al familiare che non sempre  è all’altezza di sostituirsi all’insegnante, rifiuta di collaborare, non è in grado di attivarsi in autonomia ed ecco il rischio elevato di dispersione scolastica. Nel secondo caso, in alunni con grave handicap, LA DAD E’ SOLO UNA PAROLA COMPOSTA DA TRE LETTERE, LA DAD E’ COMPLETAMENTE  INUTILE, ed ecco leso il diritto all’istruzione in entrambi i casi.

Vogliamo poi parlare della qualità e quantità  del lavoro svolto con la DAD? Abbiamo lavorato moltissimo, per realizzare molto meno rispetto alla didattica in presenza con una ricaduta non sempre soddisfacente sugli alunni.

Inoltre temo fortemente che ciò che è stato approntato in emergenza coronavirus, si cronicizzi e diventi una pratica stabile. A MIO PARERE SAREBBE UNA CATASTROFE.

 Alla luce di queste mie riflessioni , in contrapposizione netta alle proposte della nostra Ministra Azzolina, che non condivido, come già espresso all’inizio di questo documento, proporrei di confrontarci con  gli enti preposti per richiedere la disponibilità di locali presenti nel nostro territorio, idonei al distanziamento o trovare insieme le possibili soluzioni affinchè i nostri alunni possano serenamente rientrare ed affrontare un anno scolastico degno di essere chiamato tale.

Ovviamente  non dimentico la tutela della salute dei nostri alunni e di tutti noi lavoratori della scuola, che è prioritaria; ma di questo dovranno occuparsene gli Enti Locali, i Comitati Scientifici e gli Enti preposti alla tutela  della salute. Occorreranno investimenti importanti per garantire il diritto all’istruzione e alla salute, spero che ciò avvenga,  perché i tagli continui alla scuola e alla sanità, secondo le logiche del profitto di pochi a danno di tanti, hanno causato un impoverimento dell’offerta nel campo dell’istruzione e danni spesso irreparabili a danno della salute dei cittadini nel campo della sanità; tutto ciò visibile più che mai in tempo di pandemia. 

Lo sforzo economico dovrà essere importante, senza precedenti, ma credo che non sarà più possibile prorogare il rientro a scuola oltre settembre.

Giusi Blando

RIFLESSIONI CONDIVISE dalla collega Carmelita La Bella, da numerosi insegnanti e altrettanti numerosi genitori.


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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