Coronavirus. La direzione dell’Asp di Enna spiega le ragioni per cui l’Umberto I è diventato un Covid Hospital

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La direzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha emanato il seguente comunicato in merito al Covid Hospital

In molti in questi giorni si sono chiesti se la decisione di fare dell’Umberto I° di Enna il Covid Hospital provinciale sia stata una scelta condivisibile o se al contrario, sarebbe stato meglio compiere scelte diverse.

Tutte le diverse opzioni ipotizzate hanno un loro fondamento, non essendocene una del tutto giusta ed un’altra del tutto sbagliata

Qui di seguito desidero spiegare perché abbiamo ritenuto che fossero prevalenti le ragioni a favore della scelta che abbiamo adottato.

Il Covid è una patologia che necessita di più livelli di intensità di cura:

  1. Intensiva, per i casi più gravi che vanno affrontati in una Rianimazione;
  2. Semintensiva, per i casi che, ancorchè gravi, possono essere affrontati senza necessità di intubazione, ma in un ambiente ad alta sicurezza, le “Malattie Infettive” le uniche che hanno camere con pressione negativa;
  3. Ordinaria, per i casi in cui la terapia non ha bisogno di supporto respiratorio, ma di un approccio clinico;
  4. Stabilizzazione, per i pazienti clinicamente guariti, ma che necessitano un breve periodo di verifica dell’avvenuta guarigione con l’effettuazione di un duplice tampone che confermi il successo ottenuto dalla clinica.

L’unico Ospedale della Provincia in cui sono presenti la Rianimazione e le Malattie Infettive è quello di Enna che, dunque, non poteva essere escluso dal processo di cura.

Si sarebbe potuto scegliere, oltre l’inescludibile Umberto I°, ancora un altro Ospedale. Ma oltre al fatto che avremo duplicato l’onere organizzativo e costretto alla mobilità il personale che da Enna sarebbe dovuto andare in uno degli altri presìdi, anche questa soluzione ci è sembrata impraticabile per almeno due ordini di ragioni:

  1. Solo l’Umberto I° ha un pronto soccorso nel quale è possibile distinguere un percorso Covid da un percorso ordinario e quindi evitare pericolose commistioni. In qualunque altro Ospedale questa diversificazione non sarebbe stata possibile e avrebbe rappresentato una fonte di potenziamento del contagio.
  2. Solo l’Umberto I° ha le apparecchiature radiologiche in grado di supportare adeguatamente il processo di cura. Avremmo potuto far fare il “porta e riporta” ai pazienti. Ma non avremmo reso esente l’Umberto I° dalla presenza di questi ammalati. Valeva, dunque la pena, coinvolgere un altro Ospedale, dovendo comunque, per via della rianimazione e delle Malattie Infettive, utilizzare lì Umberto I°? A nostro parere, no.

A ciò si aggiunga la centralità geografica dell’Umberto I° e, dunque, la sua più facile raggiungibilità e la sua maggiore capienza complessiva di posti letto che ha consentito di creare lì, non sarebbe stato possibile altrove,  oltre 150 posti letto Covid, il maggior numero per abitanti in Sicilia con il risultato che abbiamo potuto accogliere tutta la domanda di salute senza inviare in altra Provincia alcun ammalato.

E ciò, nonostante la nostra sia la Provincia con il più alto numero di ammalati Covid per abitanti, per via dell’impatto che ha avuto la vicenda dell’OASI di Troina che da sola ha totalizzato circa la metà del totale, mentre un quarto fa riferimento a soli tre Comuni. 

Se Enna, insieme la provincia più piccola della Sicilia e quella che ha avuto il maggior numero percentuale di positivi covid, ha potuto curare tutti, e bene, è proprio perché la scelta di allocare all’Umberto I° il reparto Covid è la scelta giusta, come confermato dai fatti.

 


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