Coronavirus, l’ex Sottosegretario Michele Geraci: “Non allentare le misure”

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Coronavirus, l'ex Sottosegretario Michele Geraci: Non allentate le misure

L’economista Michele Geraci, ex Sottosegretario al Mise


Sarebbe “un errore allentare le misure anti Covid al primo calo della curva pandemica” mentre sarebbe invece necessario “riaprire solo dopo due mesi di abbassamento della curva” per evitare una nuova e terza ondata della pandemia di coronavirus in Italia. In viaggio a Whuan “dove tutto è cominciato”, è l’economista Michele Geraci, ex sottosegretario di Stato al Mise nel primo Governo Conte, a lanciare il suo suggerimento all’attuale Governo, conversando con l’Adnkronos. Geraci si trova nella città cinese per incontrare le autorità locali – Wang Zhonglin, Party secretary di Wuhan, e Xu Honglan, Vice mayor of Wuhan, in occasione del “2020 Global digital trade conference” e riferisce che nella città cinese, per mesi in primo piano nelle cronache di tutto il mondo, “ora la situazione é completamente normale”. Sebbene lo storico mercato “ora sia chiuso, i piccoli negozi di Whuan sono tutti aperti al 100% e la città è ora nella totale normalità”. Anzi, l’economista ci parla di una evidente “ripresa economica” e sottolinea che è in atto addirittura “un ‘revenge spending'” dopo la flessione del periodo lockdown. Attualmente l’ex Sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico è in Cina dove insegna Economia e finanza in due università, la Nottingham e la New York University a Shanghai, e dal suo osservatorio asiatico guarda all’Italia e alla gestione della pandemia. E commenta: “Il lockdown fiduciario non funziona” e “la tutela ferrea della salute e dell’economia non mette a rischio la democrazia”. “Non c’è un rischio di perdita di democrazia” se si applicano “regole ferree per tutelare la salute delle persone e quindi l’economia del Paese” scandisce l’economista. “Il lockdown fiduciario -argomenta- non funziona, l’isolamento dei positivi va imposto e non c’entra nulla il rischio di perdere” gradi di “democrazia” perché in questa pandemia “si parla di tutela della salute, della vita delle persone e anche di tutela dell’economia che è un bene di tutti”.


“Se non chiudiamo le frontiere controllandole con una quarantenna obbligatoria, e non quarantena fiduciaria, avremo ancora ondate di pandemia non sincrone. A noi -osserva Geraci- ci sembra che il nostro lockdown sia stato ferreo ma non è stato proprio come qui in Cina”. Poi, “il disastro delle vacanze estive, il dopo lockdown” hanno fatto il resto. “La riapertura, mi hanno detto qui in Cina i virologi, si fa a zero contagi, no appena la curva si appiattisce un po’. Al primo sentore di abbattimento-decrescita della curva pandemica già si sta parlando di allentare le misure”, in Italia. “Non facciamo questo errore: dobbiamo allentare dopo due mesi dalla discesa della curva” e suggerisce ancora “un controllo ferreo – anzi di più – delle frontiere”. “Ad esempio, se qualcuno arriva alla nostra frontiera del Brennero, si dovrebbe scortare la persona in un hotel” predisposto per il tracciamento e “isolarla fino alla risposta del tampone. A me, una volta atterrato a Whuan da Shanghai, è successo così. Ho impiegato 5 minuti in tutto da quando sono atterrato a quando ho fatto il tampone”, poi, ottenuta la risposta, “alla cerimonia tutto si è svolto nella piena normalità, siamo stati anche senza mascherine, ma solo dopo il tracciamento”. (di Andreana d’Aquino)


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