Coronavirus, oltre 11500 morti in Italia ma contagio rallenta

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Coronavirus, oltre 11500 morti in Italia ma contagio rallenta


Salgono a 11591 i morti in Italia per Coronavirus, con altri 812 decessi nelle ultime 24 ore. I dati sono stati forniti da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile. Ci sono 1590 guariti in più rispetto a ieri, per un totale di 14620. Crescono in maniera minore i casi attualmente positivi, che raggiungono un totale di 75528 (+1648, ieri i contagiati erano aumentati di 3815): si trovano in isolamento domiciliare 43752 persone, mentre 27795 sono ricoverate con sintomi e 3981 (+75) in terapia intensiva. Intanto l’Italia ha superato i 100mila casi totali, arrivando a 101.739 contagiati dall’inizio dell’emergenza.


I dati dell’emergenza in Italia



“Dal 20 di marzo a oggi siamo passati da 42mila positivi a 75mila ma quello che è interessante è la percentuale di incremento. Noi siamo passati da un incremento dell’11% rispetto al giorno precedente a quello di oggi del 2% rispetto a ieri. E’ un continuo calare di questa cifra. Questi per noi sono dati statistici che ci confortano nel dire che le misure che sono state adottate sono corrette, che dobbiamo continuare a adottarle e più saremo bravi nel mantenerle più questi numeri caleranno il prima possibile”, ha spiegato Borrelli nel corso del punto stampa quotidiano. “Quindi ci auguriamo che tutti possano continuare con rinnovato impegno a rispettare le misure ed è per questo che facciamo continuamente appelli ai corretti comportamenti, altrimenti riparte la diffusione del contagio”, ha spiegato ancora aggiungendo: “Oggi registriamo il numero più alto di guarigioni da quando l’emergenza è iniziata“.


“E’ chiaro – ha detto ancora il capo della Protezione civile – che un gran numero di emendamenti costringe a lavorare il Parlamento, che il Parlamento è abituato a lavorare e che ha anche meccanismi per fare velocemente, quello che mi auguro è che il provvedimento arrivi alla fine il più presto possibile, nel frattempo abbiamo il decreto legge che stiamo tutti quanti attuando e rispettando”.


“E’ del tutto evidente che i singoli parlamentari e le forze politiche vogliano migliorare e abbiano idea di migliorare il provvedimento – ha aggiunto – Sono convinto che la politica farà il suo corso, ci saranno gli strumenti per avere poi il prodotto finale che sarà il testo convertito. A mio giudizio rientra nella normale dialettica politica il fatto di voler migliorare il provvedimento”.


“Personalmente penso che questa sia la peggiore emergenza degli ultimi 100 anni, solo la grande guerra ha avuto una crisi come quella di oggi sotto il profilo sanitario”, ha poi fatto notare Borrelli.


“Stiamo assistendo a dati che, con la sola eccezione dei pazienti deceduti per i quali abbiamo detto che abbiamo bisogno di un intervallo più lungo, vanno nella stessa direzione presa negli ultimi giorni. Continua il calo del numero dei soggetti positivi e quello di coloro che sono ricoverati in terapia intensiva non è più così marcato come a inizio settimana”, ha evidenziato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, parlando durante la conferenza stampa alla Protezione Civile.


Anche in Lombardia, “nelle aree di Lodi e Bergamo, si è ridotto il numero di soccorsi richiesti per i casi gravi, arrivando alla metà rispetto” ai dati dell’inizio di marzo. Riguardo l’ipotesi che il picco possa essere raggiunto tra 7-10 giorni, Locatelli ha affermato: “Non è facile fare previsioni sul picco, ci sono varie ipotesi. Io preferisco valorizzare il rallentamento nella crescita degli infetti e della pressione sui pronto soccorso”.

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