Coronavirus, quasi 18mila morti in Usa. Trump: “Preghiamo”

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Coronavirus, quasi 18mila morti in Usa. Trump: Preghiamo


I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono 473.093, mentre il numero delle vittime è salito a 17.836. Lo riferisce la Johns Hopkins University, secondo cui i nuovi casi registrati oggi sono 7.343 e le vittime 1.152. Il Wyoming è l’unico degli stati americani dove al momento non si registrano vittime del coronavirus.


“In questo momento sacro la nostra nazione è impegnata in una battaglia che non ha precedenti con un nemico invisibile” ha detto Donald Trump in un messaggio per la Pasqua in cui ringrazia le persone in prima linea contro il virus e chiede agli americani di pregare per la nazione. “Sebbene non potremo riunirci come di solito faremo per Pasqua, possiamo usare questo momento sacro per concentrarci sulla preghiera, riflessione e crescita nella nostra relazione personale con Dio”, ha aggiunto il presidente parlando dallo studio Ovale. “I nostri coraggiosi dottori, infermieri e addetti alle emergenze stanno salvando vite, i nostri operai sono in una corsa per consegnare forniture mediche – ha aggiunto – i nostri migliori scienziati stanno lavorando senza sosta per sviluppare cure salva vita e credo che stiano facendo molto bene”. “Io chiedo a tutti gli americani – ha detto ancora – di pregare Dio per curare la nostra nazione, portare conforto a chi è in lutto, dare la forza ai dottori, infermieri ed addetti sanitari, guarire i malati e rinnovare la speranza per chi soffre”. Trump ha anche “ringraziato le tante famiglie che stanno pregando per me e la mia famiglia”.



“Dirò questo: io voglio riaprire l’America il più presto possibile, mi piacerebbe molto riaprire, ma non sono determinato a farlo” ha detto Trump rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa oggi alla Casa Bianca se il mese prossimo riaprirà le attività economiche. Il presidente ha sottolineato che “ascolterà sicuramente” gli esperti scientifici nel caso che questi fossero contrari, ma poi ha aggiunto che in ogni questione vi sono “due parti da ascoltare”. Ed ha aggiunto che la prossima settimana annuncerà una nuova task force che avrà il compito di aiutarlo e consigliarlo sul come e quando riaprire il Paese.


“Vi voglio bene, stiamo lavorando per voi, non è colpa vostra” ha detto poi ai quasi 17 milioni di americani che hanno perso il lavoro nelle ultime quattro settimane a causa dell’emergenza del coronavirus. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti, il presidente ha detto che gli Stati Uniti avevano “la più grande economia di sempre, il numero massimo di persone al lavoro, dei buoni lavori, e poi all’improvviso veniamo colpiti dal virus e la gente perde il lavoro e deve aspettare il sussidio”. “E’ terribile, stiamo lavorando per voi e tornerete” al lavoro, ha detto ancora. Rispondendo ad un’altra domanda Trump ha affermato che “rimanere a casa porta anche alla morte, una morte diversa”, riferendosi ai problemi economici provocati dalle chiusure. “Per questo io dovrò prendere una decisione difficile, la più difficile che ho mai dovuto prendere nella mia vita” ha affermato riferendosi alla decisione di riaprire l’economia.

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Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.

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