Coronavirus, rischio nuovi focolai in Corea del Sud e Iran

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Coronavirus, rischio nuovi focolai in Corea del Sud e Iran


Sale esponenzialmente il numero delle persone contagiate dal nuovo coronavirus in Corea del Sud. Secondo l’ultimo bilancio delle Centro coreano per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Kcdc) sono 204, 48 in più rispetto al numero fornito dallo stesso Centro poche ore fa. Solo oggi nel Paese asiatico sono stati confermati 100 nuovi casi.
La maggior parte dei contagi, ben 153, sono stati registrati a Daegu e nella circostante provincia del Gyeongsang del Nord. Le autorità sudcoreane ritengono che molti dei contagi in questa città siano legati alla presenza di una donna ad una funzione religiosa in una chiesa.


Il presidente sudcoreano Moon Jae ha parlato di “situazione seria”, mentre il primo ministro, Chung Sye Kyun, ha promesso misure “efficaci e rapide” per evitare un’ulteriore diffusione del virus e ha parlato di situazione di “emergenza”. “Il governo – ha detto – adotterà misure speciali dichiarando Daegu e Cheongdo zone di controllo speciale alla luce del rapido aumento di casi confermati in queste aree”.
L’aumento dei casi confermati di coronavirus ha portato le autorità della Corea del Sud a dichiarare “zone di controllo speciale” le aree di Daegu e Cheongdo, nel sudest del Paese.



IRAN – Altre 13 persone sono state contagiate in Iran dal coronavirus e due di loro sono morte. Lo ha annunciato su Twitter un portavoce del ministero iraniano della Sanità, Kianush Jahanpur, precisando che sette nuovi contagi sono stati registrati a Qom, quattro a Teheran e due nella provincia di Gilan. Sale così a 18 il numero dei casi di coronavirus confermati in Iran con quattro morti.


SI AGGRAVA BILANCIO IN CINA – In Cina è salito a 75.465 il numero dei casi di infezione da coronavirus, con il bilancio dei morti arrivato a 2.236. E’ quanto hanno reso noto oggi le autorità sanitarie cinesi precisando che nelle ultime 24 ore si sono registrati 889 nuovi casi e 115 decessi. Al dato sui contagi confermati si aggiungono 1.614 casi sospetti, mentre 2.109 persone sono state dimesse dagli ospedali del Paese. E sono 512 i casi confermati di coronavirus in quattro carceri della Cina, due dei quali si trovano nella provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia. Lo hanno riferito i media di Stato, precisando che nel carcere femminile di Wuhan si registrano 230 contagi, mentre 41 sono quelli nella prigione di Shayang Hanjin. Secondo l’agenzia di stampa ‘Xinhua’, altri 207 casi si contano nel penitenziario di Rencheng, nella provincia settentrionale di Shandong, e 34 in quello di Shilifeng, nella provincia orientale di Zhejiang.Decine di funzionari del dipartimento che gestisce i penitenziari cinesi sono stati licenziati perché considerati responsabili di non aver adottato misure per evitare la diffusione del virus.


AUSTRALIA– Due cittadini australiani sbarcati dalla nave da crociera Diamond Princess sono risultati positivi al test per il nuovo coronavirus dopo il rientro in patria. Lo hanno confermato le autorità australiane, come riportano i media locali. Tra i due c’è una ragazza di 24 anni. Ieri sono arrivati a Darwin, nel nord dell’Australia, circa 170 cittadini australiani sbarcati dalla Diamond Princess dopo due settimane di quarantena nel porto giapponese di Yokohama.

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