Coronavirus, secondo morto in Italia

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Coronavirus, secondo morto in ItaliaZaia: Altri 7 casi in Veneto


Un altro caso di morte che potrebbe essere legato al coronavirus in Italia, questa volta in Lombardia. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate, si tratta di una donna di Casalpusterlengo. Aveva 78 anni e viveva da sola in casa. Da quanto trapela la donna non avrebbe saputo di essere ammalata ed è deceduta in casa. Il tampone sarebbe stato fatto dopo la sua morte.


“I cittadini sono allarmati e preoccupati e noi cerchiamo di dare tutti le informazioni necessarie. Raccomandiamo di seguire tutte le indicazioni delle autorità per superare questa crisi”. Lo afferma il sindaco di Casalpusterlengo, Elia Delmiglio, contattato dall’Adnkronos. “Ci siamo attivati per far arrivare con i nostri canali tutti i messaggi del caso. Abbiamo attivato una macchina a 360 gradi”. Il sindaco spiega che l’amministrazione non è ancora stata ufficialmente informata del decesso della donna. Alla popolazione il sindaco raccomanda di “non uscire di casa se non per cause di stretta necessità, di non andare a lavorare e se si dovessero accusare dei sintomi influenzali di contattare subito le autorità preposte, di utilizzare la mascherina, lavarsi spesso le mani ed evitare i luoghi affollati”.



Soltanto ieri la prima vittima in Italia: si tratta di Adriano Trevisan, un pensionato padovano di 78 anni, originario di Monselice e che viveva a Vo’ Euganeo. A quanto apprende l’Adnkronos, è morto venerdì sera poco dopo le 22.45. L’uomo era in terapia intensiva in condizioni critiche ed è deceduto all’ospedale di Schiavonia. Di oggi, invece, la notizia di un nuovo caso positivo registrato in Veneto, a Dolo nel veneziano. La positività è stata confermata dal Centro regionale di Padova. I campioni sono stati inviato all’Istituto superiore di sanità di Roma. A confermarlo la regione Veneto. Si tratta di un 67enne ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova.
Sono intanto “stabili”, come già ieri sera, le condizioni del 38enne ricoverato a Codogno. Per il ‘caso indice’, colpito da Covid-19 in forma grave, resta confermata l’intenzione di un trasferimento all’ospedale Sacco di Milano quando il quadro clinico lo permetterà.


A quanto apprende l’Adnkronos, inoltre, ieri sarebbe stato individuato un caso di coronavirus presso l’Ospedale Civile di Cremona. Si tratterebbe di un paziente ricoverato da 5 giorni nel reparto di pneumologia. Salgono così a 18 i casi accertati in Italia, due in Veneto – con il primo decesso nel nostro Paese – e 16 in Lombardia. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ha spiegato che sono risultati positivi “cinque operatori sanitari dell’Ospedale di Codogno e tre pazienti”.


“ALTRI 7 CASI IN VENETO” – “Confermo che abbiamo altri 7 casi positivi tutti a Vo’ Euganeo di cui due famigliari del signor Trevisan: la moglie e la figlia. Stiamo continuando con le verifiche dei contatti più ravvicinati che hanno avuto i contagiati. Resta il fatto che stiamo parlando di un virus che ha una bassa letalità. Purtroppo la letalità ce l’ha nelle persone che hanno già altre patologie”. Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia a margine del vertice sull’emergenza coronavirus in corso alla sede della protezione civile di Marghera.


POSITIVA 82ENNE DI CODOGNO – All’ospedale di Piacenza è risultata positiva al tampone per accertare la presenza del coronavirus una donna 82enne, residente a Codogno. L’anziana lombarda si era recata ieri presso l’ospedale piacentino, ed è stata ricoverata nel Reparto Malattie infettive. Immediatamente, da parte dell’ospedale piacentino, sono partiti tutti i controlli interni. Negativo, invece, il test effettuato su un altro paziente, mentre si è in attesa degli esiti di altri due tamponi, tra i quali quello relativo all’infermiere piacentino che lavora al triage dell’ospedale di Codogno, che ha avuto contatto diretto con il paziente 1, accompagnato nella notte in ospedale a Piacenza per febbre e tosse.


A MILANO CASO SOSPETTO – A quanto si apprende, un caso sospetto di nuovo coronavirus sarebbe in isolamento precauzionale all’ospedale San Raffaele di Milano. Per la possibile positività del paziente, di cui non sono certe le generalità, si attendono conferme da Roma.


SANREMO – Un uomo di circa 30 anni, residente a Diano Marina, è stato trasferito questa mattina al reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Sanremo, per accertamenti dovuti alla presenza di uno stato febbrile e alcuni sintomi respiratori sospetti di infezione da coronavirus. “L’uomo è rientrato dalla Cina circa 18 giorni fa e questa mattina ha allertato il 112. È stato immediatamente attivato il protocollo d’intervento in forma preventiva, sebbene fossero trascorsi oltre 14 giorni”, fa sapere il sistema sanitario regionale ligure Alisa.


“Nelle prossime ore verranno effettuati gli esami del caso. Il nucleo familiare dell’uomo, composto dalla moglie e due bambini, non presenta sintomi e si trova al momento al domicilio”.


CALABRIA – Sul caso sospetto di coronavirus in Calabria, l’ufficio stampa della giunta della Regione ha diffuso il seguente comunicato: “In merito al caso sospetto di Covid19, registrato ieri sera presso l’aeroporto di Lamezia, si fa presente quanto segue. La paziente, di 26 anni, domiciliata a Catanzaro, era di ritorno da Venezia (aereo con scalo a Fiumicino) ieri sera. Nelle ultime 24-36 ore aveva partecipato ad un convegno insieme ad un collega, a sua volta contatto del trentottenne identificato come “caso 1” a Codogno e ricoverato per Covid19. Lo scanner termico presente in aeroporto ha restituito una temperatura di 37.5 gradi in assenza di altri sintomi. Temperatura in ospedale 36.9. Provenendo da area italiana ad altissima sorveglianza, la donna è stata ricoverata al reparto di “Malattie infettive” dell’Ospedale “Pugliese” di Catanzaro (struttura regionale individuata quale riferimento per l’emergenza) in regime di isolamento a pressione negativa. La paziente non è transitata per il Pronto Soccorso, giungendo direttamente in reparto. Attualmente la situazione è sotto controllo e la paziente è completamente asintomatica. I risultati del test per SARS-CoV19, effettuato in sede, si attendono per la tarda mattinata”.


VERTICE PROTEZIONE CIVILE – E’ in corso, nella sede del Dipartimento della Protezione civile di via Vitorchiano a Roma, la riunione del Comitato operativo per affrontare l’emergenza coronavirus. Oltre al Capo del Dipartimento e Commissario per l’emergenza, Angelo Borrelli, partecipa al tavolo il ministro della Salute Roberto Speranza. Coinvolte a distanza anche le Regioni al momento più interessate dai casi di contagio e al centro delle principali misure adottate: a quanto si apprende in collegamento sono intervenuti il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il governatore della Lombardia Attilio Fontana oltre a rappresentanti dell’Emilia Romagna. Alle 12 è arrivato al Comitato operativo il presidente del consiglio Giuseppe Conte.


“Nell’ambito delle attività messe in campo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, la collaborazione dei cittadini è fondamentale”, sottolinea il Dipartimento della Protezione civile invitando “pertanto la popolazione a recarsi nelle strutture sanitarie e ad utilizzare i numeri di emergenza solo se strettamente necessario”.


IL VIROLOGO – “E’ un po’ un paradosso: il fatto di avere già 25 casi in Lombardia e 3 in Veneto, ma si tratta di numeri fluidi, in realtà è spia della stringente azione di screening. La velocità di aumento di casi di nuovo coronavirus è dunque segnale dell’azione di individuazione messa in campo dalla sanità italiana”. A dirlo all’Adnkronos Salute è il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco. “Stiamo dimostrando una capacità di filtro, a differenza di quanto accaduto nei primi tempi in Cina. E a Codogno quello che ha creato problemi è stato l’arrivo del paziente in pronto soccorso. Penso però – aggiunge – che dovremo abituarci a convivere con il nuovo coronavirus, come una delle cause di polmonite. Ora però è il momento di intervenire con l’operazione di spegnimento. Le misure adottate a livello locale – conclude – sono necessarie. Per spegnere un incendio occorre agire nell’immediatezza”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.




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