Cosa si può insegnare con scienze della formazione? Ecco tutti gli sbocchi lavorativi

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Una delle scelte più importanti e delicate che uno studente deve affrontare poco prima o subito dopo il conseguimento della maturità, riguarda l’università. Le variabili da considerare sono tante ma sicuramente l’aspetto che desta maggior ansia e preoccupazione sono gli sbocchi occupazionali. Per questo è importante avere una visione post laurea chiara al fine di poter bilanciare le proprie aspirazioni con l’effettiva possibilità di posizionarsi sul mercato del lavoro. Un’operazione non semplice soprattutto per una potenziale matricola.

Per questa ragione proviamo a fare un po’ di chiarezza su quale siano gli sbocchi lavorativi per gli iscritti a corsi dell’università di scienze della formazione. Come premessa è necessario evidenziare come, a differenza di altre facoltà, scienze della formazione è una delle poche a garantire, entro un anno dal conseguimento del titolo, l’occupazione di circa l’80% dei laureati.

Le opportunità lavorative nel settore educativo e formativo

A conclusione degli studi, il neolaureato può orientarsi nell’ambito della formazione sia nel settore pubblico che nel settore privato, negli istituti educativi e nel terzo settore. All’interno di questi ambiti, colui che consegue la laurea in scienze della formazione può operare in ambiti afferenti ai servizi educativi per l’infanzia (da 0 a 3 anni); servizi per l’inclusione e la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica; servizi socio-educativi volti allo sviluppo della persona; servizi per le pari opportunità; servizi rieducativi per la riabilitazione del detenuto; servizi di assistenza ai minori provenienti dal circuito giudiziario e penitenziario; servizi per gli anziani, per l’integrazione degli immigrati e dei rifugiati.

 Riguardano le seguenti figure: educatore professionale, educatore di comunità, animatore socio-educativo, operatore nei servizi culturali e nelle strutture educative e in altre attività territoriali anche di terzo settore; formatore, progettista di formazione, istruttore o tutor nelle imprese, nei servizi e nelle pubbliche amministrazioni, esperto nella promozione e nella gestione delle risorse umane, esperto nel monitoraggio e nella valutazione dei processi e dei prodotti formativi. Inoltre, l’educatore può anche lavorare come libero professionista.

 L-19, l’insegnamento sì o no?

Purtroppo questa classe di concorso non consente l’accesso diretto all’insegnamento presso una scuola. Ciò è possibile solo grazie al conseguimento di ulteriori titoli come l’acquisizione della laurea magistrale. È possibile iscriversi direttamente al terzo anno di scienze della formazione primaria così da poter accedere alle graduatorie di terza fascia.

Per l’insegnamento presso la secondaria di I e II grado occorre invece una laurea specialistica come titolo d’accesso. Tuttavia bisogna verificare se i crediti posseduti siano sufficienti per poter accedere alle graduatorie diversamente bisognerà sostenere degli esami integrativi.

Il titolo può essere conseguito tanto nelle università tradizionali quanto nelle università che ricorrono alla modalità telematica. Un approccio, quest’ultimo, sempre più ricercato dagli studenti perché consente una maggiore flessibilità e gestione del tempo e scadenze da parte dello studente. Tra queste Unicusano è una realtà avanzata a cui sempre più studenti si iscrivono grazie ad una metodologia che consente allo studente di essere seguito passo dopo passo da tutor didattico affinché concluda il proprio percorso accademico in tempi celeri e con risultati eccellenti.

 


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redazione

Redazione TeleNicosia.it fondata nel luglio del 2013. La testata è iscritta al Tribunale di Nicosia al n° 2/2013.